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lunedì 10 settembre 2018

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venerdì 7 aprile 2017

Segnalazione Non è mai troppo presto per amare



Buongiorno,
oggi vi presentiamo una nuova uscita 

SCHEDA ROMANZO

Titolo: “Non è mai troppo presto per amare”
Autore: Eugenio Nascimbeni
Casa editrice: Amarganta Editore
Genere letterario: Romanzo di formazione
Pagine: 130
Formato: digitale e cartaceo
Prezzi: Euro 1,99 digitale, Euro 12,00 cartaceo
SINOSSI

Milano, un’estate di fine anni sessanta. Fabio, dodicenne portiere della squadra di calcio amatoriale dei “Diavoli Gialli”, parte con sua madre per una località dell’entroterra pesarese per concedersi un primo scampolo di vacanze, ospite di suo cugino Celso e degli zii.
Nel corso del viaggio fa qualche riflessione sul tema dell’amore, un sentimento che lui conosce appena attraverso le canzoni melodiche di quegli anni e grazie alla fugace lettura dei fotoromanzi della Lancio, diffusissimi a quei tempi, di cui sua madre è un’accanita lettrice.
L’incontro sul treno con un soldato di leva, triste e addolorato dopo avere salutato la sua ragazza, gli fa comprendere che l’amore è una medaglia a due facce: da un lato la gioia, dall’altra la sofferenza.
Arrivato a destinazione fa conoscenza con Lea, una bellissima ragazzina di due anni più grande e della quale s’innamora al primo sguardo. Con la timidezza e l’inesperienza dell’età incomincia un piccolo corteggiamento sino a quando lei non gli regala il suo primo bacio d’amore.
La storia tra di loro s’irrobustisce e tutto sembra filare per il verso giusto, ma un evento inatteso finisce per lacerare in modo irreparabile il loro rapporto.
Fabio allora, attraverso un percorso di crescita individuale quanto mai sofferto, giunge alla vetta più elevata dell’amore: nonostante la relazione con Lea sia terminata, il suo sentimento verso di lei non è mutato, anzi si è ingigantito.
Un drammatico avvenimento, infine, pone Fabio davanti a una scelta coraggiosa che affronta con lo slancio passionale del suo giovane cuore innamorato.
L’ultimo capitolo, un vero e proprio colpo di scena, commovente ma non strappalacrime, spiegherà cosa è successo, a distanza di tempo dai fatti raccontati, a tutti i protagonisti della vicenda.





Quarta di copertina
“Non è mai troppo presto per amare”
Fabio, dodici anni, un quartiere metropolitano di cui conosce ogni angolo, un gruppo di amici con cui passare le giornate. Poi le lunghe vacanze in campagna, dagli zii, e l'incontro che sconvolgerà la sua esistenza e le sue piccole grandi certezze, quello con la bellissima Lea, di due anni più grande. Un amore a prima vista, totale e profondo, come totali e profondi possono essere i sentimenti vergini di chi si affaccia alla vita. Passando dagli scorci di Milano all'entroterra di Pesaro, Nascimbeni riesce con delicata maestria a delineare lo sbocciare del sentimento nell'animo di Fabio, suscitando nel lettore un'empatia totalizzante nei confronti del piccolo protagonista. La prosa, curata e fluida, risveglia nella memoria tempi, cadenze e sensazioni in perfetto sincronismo con l'evolversi del narrato, riuscendo nel miracolo di mescolare la fantasia con la realtà che ci appartiene.    
Per lei avrei fatto di tutto, qualunque cosa mi fosse stata chiesta. Quello che nessuno poteva costringermi a fare era smettere di amarla con tutto me stesso, anche se sembrava proprio che lei non mi volesse più. 

E in occasione della sua ultima uscita, sono felice di conoscere meglio Eugenio Nascimbeni. Eccovi l'intervista che ci ha concesso l'autore:





CIAO, SONO LIETA DI CONOSCERTI MEGLIO. Grazie a te.
TI PRESENTI COME AUTORE? Mi chiamo Eugenio Nascimbeni, sono nato a Milano il 27 giugno del 1960, ma da tempo risiedo in un piccolo paese della provincia di Bergamo. Sono sposato e padre di tre bellissimi ragazzi. Come autore ho esordito nel 2007 con il romanzo thriller “Il traghettatore”, pubblicato da Leonardo Facco Editore di Treviglio. Nel giugno del 2012 ho pubblicato per Lettere Animate Editore il romanzo giallo “L’angelo che portava la morte”. Qualche mese più tardi è uscito, per Falzea Editore, il romanzo thriller fantasy “La profezia di Karna e l’amuleto maledetto”.
Nel 2013, sempre con Lettere Animate Editore, è stato ripubblicato, in una versione extended,  il mio romanzo d’esordio “Il traghettatore” e parallelamente lo spin off dello stesso, dal titolo “L’attesa di Caronte”.
Nel 2015 è stato editato, da Lettere Animate Editore, il romanzo thriller a sfondo psicologico “Delirio”.
Il 6 aprile del 2017, infine, è stato pubblicato, da Amarganta Editore, il mio quinto romanzo “Non è mai troppo presto per amare”.
Tutti i romanzi, ci tengo a precisarlo, sono stati pubblicati da editori free.


QUALE GENERE DI LIBRI AMI LEGGERE? Diciamo che ho sempre avuto una naturale inclinazione per le storie a tinte fosche, piene di mistero e suspense. Ricordo che da bambino divoravo i Gialli per ragazzi della Mondadori, quelli che avevano per protagonisti i fratelli Hardy o la simpatica detective Nancy Drew. Crescendo mi sono poi avvicinato ai grandi nomi che hanno reso celebre la letteratura di genere poliziesco come Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, tanto per citarne un paio. In seguito ho scoperto autori come Edgar Allan Poe, Lovecraft, Le Fanu, King, Chandler, Hammet, Wilkie Collins e molti altri ancora. Come scrittore, dunque, ho sempre trovato più congeniale il thriller nelle sue svariate forme, anche quelle di natura fantastica. Come lettore amo lo stesso tipo di storie, ma apprezzo anche la letteratura non di genere: il mio autore preferito in assoluto, infatti, è Jorge Amado che è stato uno straordinario e superbo cantore del Brasile e della sua meravigliosa gente.
UN LIBRO IN PARTICOLARE CHE AMI? Se devo sceglierne uno dico Teresa Batista stanca di guerra di Jorge Amado, il romanzo che mi ha fatto conoscere questo straordinario scrittore brasiliano. La protagonista è Teresa, una splendida mulatta a cui la vita non sorride e che, per necessità, talvolta si prostituisce. Amado tratteggia un ritratto sublime di questa splendida donna che riesce a trovare, tra tante difficoltà, l’amore per un marinaio. Non mancano, da parte di Amado, l’io narrante del romanzo, invettive contro la corruzione della classe politica e delle amministrazioni cittadine, un tema che ricorre spesso, talvolta con divertita ironia, in molti dei suoi romanzi.
QUAL È L’ULTIMO LIBRO CHE HAI LETTO? “L'italiano, o il confessionale dei penitenti neri”, romanzo gotico scritto dall'autrice inglese Ann Radcliffe. Mi sono piaciute moltissimo le atmosfere cupe e i personaggi, a cominciare dal perfido monaco Schedoni. Una lettura avvincente e ben scritta che mi sento di consigliare a tutti.
COSA PREFERISCI, EBOOK O CARTACEO? I dispositivi su cui si possono leggere gli ebook sono senza dubbio più versatili e presentano molti lati positivi: anch’io ne possiedo uno, naturalmente. Non essendo propriamente un “nativo digitale”, cresciuto a pane e computer, devo dire tuttavia che preferisco il cartaceo.
DOVE PREFERISCI LEGGERE? In genere a letto, non necessariamente prima di addormentarmi. Poiché la lettura è un piacere, credo che occorra farlo nelle migliori condizioni possibili di comodità. Quando facevo il pendolare, tra il piccolo paese della bergamasca dove abito, e Milano dove lavoravo, leggevo anche sul treno riuscendo nell’intento di estraniarmi. Sempre meglio che ascoltare le chiacchiere altrui sui soliti banali argomenti, o no?
QUALCOSA DI PIÙ FRIVOLO E PERSONALE: La prima cosa frivola che mi viene in mente è la mia nutrita collezione di braccialetti di cotone che porto al polso sinistro. Avevo iniziato un po’ di anni fa per puro divertimento, poi ho cominciato ad apprezzare questo innocuo vezzo e ho proseguito. Mia madre li trova insopportabili, mia moglie mi fa notare che tra non molto non saprò più dove metterli, ma io non ho intenzione di smettere. Qualcosa di meno frivolo? Amo raccogliere segnalibri, bicchieri di vetro da collezione, campanellini di ogni forma e dimensione. Ormai ne ho talmente tanti che incomincio ad avere problemi di spazio.
CHE COLORE PREFERISCI? Amo molto il grigio e il nero per i capi d’abbigliamento, ma qualsiasi colore dai toni accesi, soprattutto quelli che ci offre la natura, è in grado di emozionarmi.
HAI UN PERSONAGGIO STORICO O DEL CINEMA O SCRITTORE AL QUALE TI ISPIRI O CUI VORRESTI ASSOMIGLIARE? PERCHÉ? Amo moltissimo i personaggi legati al mondo della musica, dello sport, del cinema, dello spettacolo più in generale, soprattutto quelli che hanno lasciato un segno importante della loro arte e che se ne sono andati, purtroppo, prematuramente. A loro ho dedicato, qualche tempo fa, la raccolta di poesie Spiriti Immortali, brevi ritratti di grandi miti fotografati nel loro momento di massimo splendore e in quello drammatico della loro dipartita, utilizzando un linguaggio che qualcuno ha definito tra il rap e il rock’n roll. Non ho tuttavia un vero modello a cui ispirarmi perché credo che ciascuno di noi possieda già una propria personalità. Cerchiamo di essere noi stessi: non c’è davvero bisogno di imitare qualcuno.
COSA FAI NELLA VITA? Attualmente sono un felice (baby) pensionato. In precedenza ho lavorato per la RCS S.p.A. in qualità di supervisore dei crediti. Una ristrutturazione aziendale mi ha poi permesso di fruire di un prepensionamento, così da tre anni a questa parte posso dedicarmi a coltivare con più assiduità i miei passatempi preferiti, quando le incombenze di casa  e della mia famiglia me lo permettono.
DA COSA NASCE QUESTA TUA PASSIONE? Ho sempre avuto la passione per la lettura. Da qui alla scrittura il passo è stato breve. La cosa più entusiasmante è lasciarsi guidare dall’ispirazione che quando arriva, almeno per quel che mi riguarda, mi regala delle autentiche folgorazioni in grado di farmi “vedere” la storia per un nuovo romanzo in tutta la sua interezza. Se l’ispirazione non arriva, molto semplicemente non prendo carta e penna. Non potrei mai scrivere “per dovere”, peggio che mai per dimostrare qualcosa a qualcuno. Finirei per confezionare una storia ben scritta, questo sì, ma piatta, scontata, senza contenuti, e non è questo ciò che intendo per essere scrittore. Nei miei romanzi, anche quelli di genere, c’è sempre un messaggio che intendo far giungere a chi legge: l’attaccamento alla vita ne “Il traghettatore”, il tema dell’eutanasia ne “L’angelo che portava la morte”, il senso di appartenenza a un territorio e l’importanza di una comunità ne “La profezia di Karna e l’amuleto maledetto”, gli inganni della mente in “Delirio”, il sentimento che è in grado di sopravvivere alla fine dell’amore e a noi stessi nell’ultimissimo “Non è mai troppo presto per amare”.
QUALI I TUOI SOGNI PER IL FUTURO? Tra quelli più a portata di mano ci sono due viaggi: uno nel New Jersey sulle tracce dei luoghi storici di Bruce Springsteen, il mio vero e proprio oggetto di culto in campo musicale, l’altro nel Brasile, una terra che amo particolarmente per la sua grande cultura.
Un sogno più difficile da realizzare è vedere l’adattamento cinematografico di una delle storie che ho narrato nei miei romanzi.

PARLACI DEL TUO LAVORO/I :

GENERE: narrativa (romanzo di formazione a carattere sentimentale)
TITOLO: Non è mai troppo presto per amare
FORMATO: ebook e cartaceo
PREZZO: digitale euro 1,99, cartaceo Euro 12,00

TRAMA: Milano, un’estate di fine anni sessanta. Fabio, dodicenne portiere della squadra di calcio amatoriale dei “Diavoli Gialli”, parte con sua madre per una località dell’entroterra pesarese per concedersi un primo scampolo di vacanze, ospite di suo cugino Celso e degli zii.
Nel corso del viaggio fa qualche riflessione sul tema dell’amore, un sentimento che lui conosce appena attraverso le canzoni melodiche di quegli anni e grazie alla fugace lettura dei fotoromanzi della Lancio, diffusissimi a quei tempi, di cui sua madre è un’accanita lettrice.
L’incontro sul treno con un soldato di leva, triste e addolorato dopo avere salutato la sua ragazza, gli fa comprendere che l’amore è una medaglia a due facce: da un lato la gioia, dall’altra la sofferenza.
Arrivato a destinazione fa conoscenza con Lea, una bellissima ragazzina di due anni più grande e della quale s’innamora al primo sguardo. Con la timidezza e l’inesperienza dell’età incomincia un piccolo corteggiamento sino a quando lei non gli regala il suo primo bacio d’amore.
La storia tra di loro s’irrobustisce e tutto sembra filare per il verso giusto, ma un evento inatteso finisce per lacerare in modo irreparabile il loro rapporto.
Fabio allora, attraverso un percorso di crescita individuale quanto mai sofferto, giunge alla vetta più elevata dell’amore: nonostante la relazione con Lea sia terminata, il suo sentimento verso di lei non è mutato, anzi si è ingigantito.
Un drammatico avvenimento, infine, pone Fabio davanti a una scelta coraggiosa che affronta con lo slancio passionale del suo giovane cuore innamorato.
L’ultimo capitolo, un vero e proprio colpo di scena, commovente ma non strappalacrime, spiegherà cosa è successo, a distanza di tempo dai fatti raccontati, a tutti i protagonisti della vicenda.
È un romanzo dal finale per nulla piatto o scontato, che innalza il sentimento a dimensione spirituale in grado di sopravvivere a noi stessi.





COME È NATA QUESTA STORIA? Come mi capita di consueto, in maniera del tutto spontanea. Stavo ascoltando “Maggie May”, un celebre brano di Rod Stewart che parla del rapporto tormentato tra il protagonista e una ragazza di qualche anno più grande, quando all’improvviso ho avuto un’autentica folgorazione riuscendo a immaginare una storia dall’inizio alla fine. A tal proposito desidero raccontare due aspetti curiosi. Credo di avere ascoltato questa struggente ballata d’amore almeno un centinaio di volte in vita mia e mai, prima di quel giorno, mi era venuta in testa l’idea per un romanzo che fosse ispirato da questo pezzo. Forse in quel momento ero soltanto più “romanticamente ispirato” di altre volte, diciamo così, ragion per cui mi sono messo a tavolino e ho strutturato l’idea di partenza. L’altra cosa divertente, almeno per certi versi, è stata quella di accorgermi che tra le mani avevo un romanzo di genere completamente diverso rispetto alle storie a tinte fosche narrate in precedenza. Ho accettato la sfida della mia mente con molto entusiasmo e mi sono subito messo al lavoro.
IN QUANTO TEMPO È PASSATA DALLA TUA MENTE AI LETTORI? All’incirca due anni, revisioni comprese.
GRAZIE PER AVERCI DONATO UN PEZZETTO DI TE ;-) Grazie a voi per l’ospitalità.






martedì 17 gennaio 2017

nuova uscita per la nostra Rita Pinna

Progetto Tiamat


Ed eccomi qui , con immenso piacere ad annunciarvi una nuova uscita della nostra Rita: Progetto Tiamat sembra promettere avventura e tante , tante emozioni. Il solo estratto mi ha catturato e sono corsa ad acquistarlo... e voi cosa aspettate? 
Buona lettura a tutti e un enorme in bocca al lupo a Rita per questa nuova avventura! 

Sinossi

L’unico modo di sopravvivere è arrivare.
Un viaggio nel mistero e nell’avventura, attraverso gli arcani della Sardegna. 
La ricerca della pace interiore sconvolta da un tragico incidente. Una banda di criminali intenzionati a uccidere Diana si scontrerà con avversari di un mondo invisibile e niente è ciò che sembra.
Un Susseguirsi di colpi di scena, omicidi e situazioni senza via di fuga nella bellissima terra di Sardegna tra nuraghi e Tombe di Giganti.
Un percorso che porterà i protagonisti a scoprire se stessi durante la ricerca di un misterioso oggetto rivendicato da oscure potenze. La consapevolezza della fine imminente cambierà per sempre le loro vite.

Estratto.

Diana aspettava davanti alle transenne. Teneva le braccia strette al petto, inquieta e infreddolita. Il fumo riempiva l'aria. Si scervellava cercando una risposta all’accaduto, un poliziotto aveva in mano i suoi documenti cercando le somiglianze con la ragazza di fronte a lui. Sapeva che l'uomo aveva delle difficoltà a farle combaciare. Il tesserino di riconoscimento del museo ritraeva una studentessa dalla carnagione chiara, con i capelli neri raccolti e fermati con una matita e gli occhi verdi nascosti da un paio di occhiali con la montatura di tartaruga. Tutto l'opposto della ragazza che il giovane ufficiale aveva di fronte: fradicia, dall'aspetto disordinato, con i capelli lunghi arruffati e incollati al viso. Gli occhi esprimevano panico e confusione. Diana non si era ancora ripresa dall’incidente di alcuni anni prima che gli aveva portato via suo marito Paolo. I segni lasciati dall’angoscia e dalla tristezza erano ancora visibili nel suo viso. Aveva trascorso gli ultimi tre anni a catalogare ed esporre i reperti trovati nella loro ultima avventura. La bambina nata dal loro amore le aveva riempito le giornate con gioia. Il lavoro aveva completato il cerchio. Aveva solo trentacinque anni ma le sembravano cento. Se non fosse stata per sua figlia, sarebbe caduta nel baratro e non ne sarebbe più uscita. Guardò dritta davanti a se, i ricordi si appannarono davanti a quella bolgia. La piazza era invasa dai giornalisti e le luci delle telecamere. I furgoni delle televisioni erano parcheggiati alla rinfusa, quasi non si poteva passare. Fra le squadre di emergenza, notò anche due veicoli militari, con soldati armati di fucile. La possibilità di un attentato terroristico non si poteva scartare. Diana aveva sentito dire che poteva essere un possibile attacco terroristico da un reporter che aveva dovuto schivare per raggiungere le transenne. Aveva continuato a farsi strada fra la folla, respirando profondamente, concentrandosi sul proprio scopo. Rimpiangeva di non aver preso l'ombrello. Era uscita subito dopo la telefonata, giusto il tempo di indossare un paio di jeans e una felpa. Si era infilata una giacca ma, nella fretta, aveva lasciato l'ombrello vicino alla porta. Solo quando aveva raggiunto il pianterreno del palazzo ed era uscita in tutta fretta sotto la pioggia si era resa conto di averlo dimenticato. L'angoscia le aveva impedito di risalire al quarto piano per recuperarlo. Doveva sapere che cos'era accaduto al museo. Aveva trascorso gli ultimi tre anni ad allestire la collezione dei “Giganti” e gli ultimi due a gestire i progetti di ricerca del museo. Che cos'era andato distrutto? Che cosa si poteva salvare? La pioggia aveva ripreso ad abbattersi in un persistente acquazzone, ma almeno il cielo notturno era meno burrascoso. Quando aveva raggiunto l'improvvisato posto di controllo che sbarrava l'accesso, era inzuppata fino all'osso. Rabbrividì quando il poliziotto si mostrò soddisfatto del suo documento d'identità. “È autorizzata a entrare.” Un altro poliziotto la scortò fino all'ingresso. Diana alzò lo sguardo verso la facciata del museo.  Con le sue mura di pietra era inespugnabile quanto un castello medievale. Ma in alcuni casi anche i castelli si arrendevano.
Fu accompagnata all'interno. Passarono attraverso alcune porte contrassegnate come riservate. Sapeva dove la stavano portando. Nella sala dei video. Alla porta montava di guardia un carabiniere armato con il corpetto antiproiettile. Mentre si avvicinavano annuì, li stava chiaramente aspettando e spalancò la porta. La sua scorta la consegnò a un uomo vestito in borghese, un anonimo completo blu. Era molto più alto di Diana, i capelli completamente neri e lo sguardo malinconico. La pelle del viso era arrossata e aveva un'ombra di barba grigia sulle guance: non si era rasato. Con tutta probabilità era stato buttato giù dal letto.
 Le tese la mano. “Ispettore Delrio.” Disse con tono risoluto come la stretta di mano. “Grazie per essere venuta con tanta sollecitudine.” Lei annuì, troppo nervosa per rispondere. “Se vuole seguirmi, dottoressa, abbiamo bisogno del suo aiuto per indagare sulla causa dell'esplosione.”
“Il mio aiuto?” riuscì a mormorare. Attraversò una sala affollata dal personale che lavorava al museo. A quanto pareva, era stato convocato lo staff al completo. Riconobbe parecchi uomini e donne con cui, negli anni, aveva collaborato, ma in quel momento loro la guardavano con diffidenza, quasi fosse la responsabile dell’esplosione. Il brusio delle loro chiacchiere tacque al suo passaggio. Dovevano aver saputo della sua convocazione ma, come lei, sembravano non conoscerne il motivo.

Due ore prima
Una luce bluastra vagava attraverso le gallerie del museo di Cagliari. Il temporale era ormai, all’apice della sua potenza. La guardia notturna osservava con noncuranza i video della sorveglianza.
Era mollemente adagiato sulla poltrona quando, un movimento appena avvertito lo fece trasalire. Si sedette in allerta, leggermente chino verso il video, e la vide: una sfera che galleggiava a mezz’aria. L’oggetto era nella sala del “Principe di Shardan.”
Conteneva oggetti interessanti non solo per gli archeologi: pietre rare e gioielli, resti fossili, utensili del periodo neolitico.
Vicino al centro della sala, la sfera di luce bluastra del diametro di mezzo metro fluttuava pigra per la stanza. Emetteva un leggero balenio, e la sua superficie rifletteva la luce dei lampi.
Mentre l’agente osservava, la sfera si avvicinò ad una teca, dentro c’erano esposte due Dee Madri in terracotta che andarono in mille pezzi alla luce del misterioso oggetto. Lui rimase sbalordito. Ruotò sopra un Gigante in pietra e quello si sbriciolò con un fragore sordo, Esasperata e incuriosita la guardia decise di andare a vedere di persona, ma non prima di aver chiamato il centro operativo.
I lampi illuminavano le gigantesche statue dei “Giganti di Mont’e Prama”, restituendole subito dopo al regno delle ombre.
Camminando nel corridoio, mise al corrente il suo superiore, che in un primo momento credete ad uno scherzo. La radio rimase muta per alcuni istanti, mentre l’agente fece un passo dentro la galleria, la voce del superiore ordinò all’agente di lasciare la sala più in fretta che poteva. Il capo stava guardando le telecamere e vedeva la guardia immobile per la sorpresa e continuò ad urlare: “ Via da lì, Via da lì.”
Lui rimase paralizzato,un po’ per la paura un po’ per lo stupore. Inoltre l’oggetto luminoso stava fluttuando lontano da lui. Un odore di ozono gli raggiunse le narici, sprigionandosi dalla sfera.
Il bagliore illuminò un oggetto metallico in un cubo di vetro. Era un manufatto di ferro rosso dall’ossido sviluppatosi nei millenni, rappresentava il Dio Toro.
Un raggio di  luce si intensificò sul manufatto, delle iscrizioni apparvero sulla superficie, erano in una lingua sconosciuta.
La guardia indietreggiò e alzò la radio cercando di comunicare con il superiore, ma sentiva solo scariche di energia statica.
 “Cristo!”
All’improvviso una saetta scese sul parafulmine della vicina torre dell’Elefante illuminando a giorno le teche del museo. Il rumore del tuono squassò i vetri delle abitazioni circostanti, facendo scattare gli allarmi in tutta la zona. Subito dopo un’esplosione spazzò via le teche, le statue e la nuova esposizione intitolata al “Principe di Shardan.” Tutti i reperti di navicelle e raffigurazioni in mosaici di maiolica degli Antichi Visitatori, ritrovati da Diana e suo marito Paolo nell’ultima avventura e tutte le sale del museo diventarono in una frazione di secondo degli ammassi di metallo fuso e legno polverizzato. L’esplosione fu sentita in tutta la città.


Biografia
Chi è Rita Pinna
Rita Pinna, di nascita cagliaritana ma cittadina del mondo, convinta che non è mai troppo tardi per realizzare i sogni nel cassetto comincia a scrivere prima racconti brevi e successivamente si addentra nel mondo del fantasy.
Chef e guida ante ha passato la sua vita a cucinare, fare la mamma e accompagnare gli amanti delle passeggiate a cavallo nei luoghi splendidi della Sardegna.
Le sue esperienze di lavoro l’hanno portata a conoscere personaggi interessanti e soprattutto l’hanno portata ad amare le leggende sarde. Tutto questo ha contribuito a alimentare la sua curiosità permettendole di mettere su carta il suo estro.
Collabora con il blog “Sogni nel Calamaio” di Francesca Rossini e ha un suo blog personale http://ritapinnarst.altervista.org dove pubblica le sue ricette, le fotografie e i racconti brevi.



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Dettagli prodotto E-Book

Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 1720 KB
Lunghezza stampa: 125
Utilizzo simultaneo di dispositivi: illimitato
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B01N33UH0G


Dettagli prodotto cartaceo

Copertina flessibile: 214 pagine
Editore: Independently published (14 gennaio 2017)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1520373805
ISBN-13: 978-1520373805
Peso di spedizione: 386 g



giovedì 10 novembre 2016

Segnalazione cruore

Eccomi tornata, ne è passato di tempo... ben tre mesi senza connessione. 
Oggi riprendo in mano il mio amato blog, prestissimo tornerò anche con le recensioni e spero presto con delle novità.

Ho il piacere di riprendere l'attività con questa segnalazione. Una nuovissima Uscita per Andy Ben : Cruore. Intanto posso dire che la cover mi piace da matti!

Sinossi:
Dopo quattro anni trascorsi a Riva del Garda, Montorsi viene richiamata a Milano. Dovrà affrontare un caso intricato e sconvolgente con la collaborazione dell’ispettore Brezzi e di una nuova squadra investigativa. Sarà una corsa contro il tempo scandita dal rapporto conflittuale con il procuratore.
Riuscirà il commissario a risolvere il caso e a inchiodare il colpevole? Chiuderà finalmente i conti col passato? Quale sarà il destino della tormentata relazione con Carlo Scala?

Un giallo rapido, appassionante, dove nulla è come sembra e bastano venti secondi per cambiare la sorte di una vita.




ed eccovi un estratto:

Benché frizzante, l’aria è piacevole in questa notte di ottobre, così come la compagnia dell’uomo che ho appena conosciuto e con cui ho tutta l’intenzione di divertirmi.
Un vento calmo batte sulle mie gambe nude infilate in un paio di stivali di pelle che ho comprato per sfoggiarli in occasioni come questa: il tacco mi dà l’altezza giusta e mi trovo tremendamente sexy.
Mentre fumo la sigaretta che il mio nuovo amico ha gentilmente offerto, ripenso a qualche minuto fa, quando ero seduta sulle sue gambe: l’ho sentito eccitarsi sotto di me e non ho resistito a voler provare quel brivido di piacere che mi ha dato quando gli ho permesso di accarezzarmi sopra gli slip.
Sono eccitata e nel contempo affascinata da quest’uomo sulla trentina, dall’aspetto ben curato e che emana una sorta di magnetismo e di sicurezza apparente, ma in fondo così tenero da farsi le paranoie se una ragazza “ci prova”.
Anche ora che ha buttato la cicca per terra e potrebbe approfittarne e abbracciarmi, sono io che ho fatto la prima mossa, mi sono avvicinata rapidamente e l’ho stretto alla vita.
Tiro l’ultima boccata quindi spengo la sigaretta sotto la punta degli stivali, ancheggiando con un movimento sexy che non passa inosservato.
Una sferzata di vento mi sorprende: «Brrr, fa freschino!» esclamo con l’intenzione di lasciare momentaneamente l’iniziativa ad Alberto.
Questa volta non si lascia sfuggire l’occasione cogliendo subito la palla al balzo: «Forse è meglio andare in macchina… staremo al caldo… e saremo più comodi.»
Mentre avanziamo, osservo la desolazione del parcheggio illuminato dai lampioni: un’accozzaglia di auto, moto e altra ferraglia poggiata su un polveroso sterrato immerso in un silenzio che è interrotto dal rumore dei tacchi dei miei stivali e che alla vista risulta praticamente deserto.
Un suono metallico, accompagnato dal lampeggìo degli indicatori di direzione, mi fa sussultare mentre passiamo in prossimità di due utilitarie. È la BMW una fila più avanti a noi che ha dato segni di vita.
«Ti sei spaventata?»
«Sorpresa più che spaventata… e così questa sarebbe la tua macchina?»
L’elegante berlina color nero pece, lucida e ben illuminata dalla luce artificiale del parcheggio, si nota immediatamente in mezzo alle automobili, decisamente più modeste, che la circondano.
Sciolgo l’abbraccio e comincio a girare intorno alla vettura, osservando la perfezione delle cure alle quali è evidentemente sottoposta ogni giorno e cercando di mettermi in mostra il più possibile nel tentativo di vincere l’assurda sfida che quella bellezza sembra avermi lanciato.
«Te ne intendi?»
«Fendinebbia, alogeni… cerchi in lega… vetri oscurati… allestimento sportivo… mmm… sì, un pochino… adoro le belle macchine.»
«Per me è solo una macchina… forse un po’ costosa, ma pur sempre solo una macchina.»
«“Un po’ costosa” dici? Se è full-optional, come credo, sarà intorno ai settantamila euro.»
Alberto timidamente tentenna quasi volesse nascondere la vergogna per aver ostentato la propria vettura: «È possibile, ma non ci bado… e se è full-optional lo puoi constatare di persona» e così dicendo apre la portiera del guidatore e mi invita ad accomodarmi.
In questo esatto momento ho deciso che la sua timidezza mi piace proprio e anche che è il momento di riprendere il comando della situazione: «Non vorrei contraddirti, ma credo che saremmo più comodi dietro.»
Spalanco una delle portiere posteriori e mi infilo in macchina.
Non richiudo la portiera lanciando in tal modo un messaggio evidente al mio amico che non si fa pregare e anzi azzarda una battuta: «Posso accomodarmi?»
Gli sorrido. Apprezzo gli uomini spiritosi, ma non posso fare a meno di avere l’ultima parola: «L’auto è tua» gli dico, «e poi non sarebbe carino lasciarmi qui, tutta sola.»
Alla mia risposta, Alberto abbandona ogni esitazione e mi segue sul sedile della berlina.
Cerca di prendere l’iniziativa, provando a baciarmi, ma lo respingo tenendolo a debita distanza; sono io che devo condurre il gioco e non vorrei che si spingesse oltre i limiti che impongo per quelli che considero primi appuntamenti.
Non fa in tempo a dispiacersi perché subito mi getto con intenzione tra le sue braccia non senza aver messo le cose in chiaro: «Comando io!» gli dico, sfoggiando il sorriso più malizioso e complice che mi riesce.
Alberto si arrende e gli compare un’espressione di compiacimento sul viso.
Lo bacio e assaggio il sapore di tabacco e alcol della sua bocca intanto, lentamente, gli sbottono la camicia.
Mentre lo accarezzo, in qualche modo, riesce a sfilarsi la giacca quindi si mette comodo, appoggiandosi completamente sullo schienale e sospirando in cerca di un relax a cui non acconsentirò: non crederai di divertirti solo tu?
Gli sollevo la canotta e il mio tocco, salendo dagli addominali, va in cerca del suo petto.
Sento la sua pelle fremere sotto le mie dita, ma è solo un attimo, perché interrompo le carezze e gli faccio intendere che deve giocare anche lui. Prendo la sua mano e me l’appoggio sul seno, poi smetto di baciarlo e guardandolo lo invito: «Delicatamente!»
Alzo la maglietta. Non servono altre spiegazioni.
Sfila subito una spallina del reggiseno e comincia a toccarmi mandandomi su di giri. La sua mano è dolce ed esperta e non ha bisogno del mio aiuto: riprendo a baciarlo e a carezzargli il petto.
Ora mi abbraccia e con entrambe le mani cerca di sganciarmi il reggiseno: lo fa con goffaggine, come quasi tutti gli uomini, ma al terzo tentativo ci riesce, scoprendo la mia pelle.
Mi stacco dalla sua bocca e inizio a baciargli il petto. Faccio scorrere su di lui le labbra e la lingua e, quando le sue dita si soffermano troppo sui miei capezzoli, lo mordicchio provocandogli dolore ed eccitazione allo stesso tempo.
Giunta agli addominali mi fermo a stuzzicare il suo ombelico mentre con la mano inizio a disegnare piccoli cerchi che scendono verso i suoi pantaloni.
Come telecomandato anche lui gioca allo stesso modo col mio corpo.
Le dita giungono al bordo dei pantaloni.
Abbandona il seno per infilare la mano sotto la mini e carezzarmi le cosce.
Ora scendo e accarezzo la zip dei pantaloni.
Senza indugi arriva all’elastico degli slip e inizia a solleticarne il bordo.
Sono sempre più eccitata. Gli slaccio la cintura.
La sua mano calda oltrepassa la stoffa del mio intimo.
Abbasso la chiusura lampo. Sto perdendo il controllo.
Lo libero dai boxer e lo tocco.
Le sue carezze audaci mi fanno quasi gemere.
L’altra mano si appoggia alla mia guancia e mi carezza, poi si sposta sui capelli e infine sulla nuca.
No, che cazzo stai facendo? Ci stavamo divertendo, perché vuoi forzare la mano?
Cerco di svicolarmi dalla sua presa scuotendo la testa, ma lui prosegue e cerca di spingermi verso il basso.
«Non voglio» gli sussurro, ma nulla.
«No!»
La sua mano non accenna a smettere di spingere.
«Ho detto no!» grido.
Lui ci riprova: «… e dai…»
Raccolgo tutta la forza che ho, mi divincolo e comincio a sbraitare: «Cazzo, ti ho detto che non voglio! Ma per chi cazzo mi hai preso?»
«Scusa pensavo...»
«A cosa cazzo pensavi? Ci conosciamo da cinque minuti e pretendi che ti faccia un pompino? Ma vaffanculo!»
Mentre gli impreco contro cerco di sistemarmi alla meglio, mi aggiusto il reggiseno e gli slip, mi abbasso la maglietta.
«Sei solo uno stronzo come tutti gli altri. Una fa la carina e subito pensate di portarvela a letto… neanche, volevi scoparmi in macchina… stronzo!»
Cerco con rabbia di aprire la portiera della macchina per scappare e lo sento balbettare qualche sorta di scusa mentre cerca di trattenermi, ma sono talmente incazzata da non prestare attenzione.
Al terzo tentativo finalmente afferro la maniglia e apro la porta.
Scivolo fuori dall’auto come un animale ferito, non nel fisico, ma sicuramente nell’animo.
Con tutta la furia che posso, richiudo la portiera sbattendogliela in faccia, stroncando il suo tentativo di fermarmi e riportarmi alla ragione.
Prendo un po’ di distanza dalla macchina, dopo mi volto e ancora gli urlo contro: «Testa di cazzo! Vaffanculo!»
L’eco delle mie parole si diffonde nel parcheggio e si perde nei campi intorno al locale.
Con passo deciso mi allontano dal veicolo in direzione del motorino, posteggiato al lato opposto dell’area di sosta, una passeggiata di un centinaio di metri.
Rallento.
Il cuore torna lentamente a battere in modo regolare.
L’adrenalina scende.
La rabbia si trasforma lentamente in frustrazione.
Ho una gran voglia di piangere, ma non lo farò di certo per uno stronzo di quel genere.
Magari è colpa mia…
Magari il mio atteggiamento…
Magari l’ho stuzzicato troppo…
Magari…
No! No! Vaffanculo.
Anche se l’ho stuzzicato nessuno gli ha dato il diritto di trattarmi come una puttana.
Vaffanculo lui e la sua fottuta macchina.
Volevo solo divertirmi un po’, e guarda che fine di merda ha fatto la serata.
Forse dovrei tornare indietro…
Forse dovremmo spiegarci…
Mi sembrava così…
No! È solo uno stronzo!
Continuo a camminare fino in prossimità del motorino quindi, a pochi metri dal traguardo, infilo una mano nella borsetta alla ricerca delle chiavi.
Mi fermo un attimo a riflettere.
No, non voglio rientrare nel locale.
Gli ho pure mentito: non c’è nessuno che mi aspetta lì dentro.
La serata ormai è rovinata.
Meglio tornare a casa.
Una fitta intensissima alla nuca.
Appoggio una mano sulla testa e la sento bagnarsi.
Mi guardo la mano… è… sangue!
La vista si annebbia.
Mi volto e vedo l’ombra di qualcuno.
Perdo l’equilibrio.
Cado.
Non capisco più nulla.
L’ultima cosa che sento è: «Ora avrai quello che ti meriti, troia!»

mercoledì 20 luglio 2016

Segnalazione nuova uscita Il dubbio

Ed ecco una mia compagna di uscita e non solo, aspettatevi grandi novità sul gruppo scrittori on line, ma non siamo qui per questo... anche questo ebook è appena online e dalla cover promette bene, io l'ho appena acquistato e voi? che aspettate?





Titolo: IL DUBBIO 
Serie: IO NON TI LASCIO (il dubbio, la scelta, la conferma, la scoperta di prossima uscita) 
Autore: MARIA FRANCESCA MATTERA 
Prezzo: euro 1,49 su amazon euro 17,50 cartaceo 
(260 pagine) 
Editore: Lettere Animate 
Genere: Erotic Romance



Sinossi.

Greice è una giovane mamma che cerca di tenere a bada in tutti modi un ex marito che la rivuole con se. Lou, miliardario dispotico e abituato ad averla sempre vinta non la lascerà andare tanto facilmente. La storia si complica quando nella vita di Greice entra, per pura fatalità, il giovane Person, capo della sicurezza di un circolo privato in cui accadono "strane cose". Parallelamente uno sconosciuto che corrisponde fisicamente al suo ideale di uomo incrocia la sua strada. Greice giunge alla conclusione che l'uomo perfetto per lei debba avere i soldi di Lou, l'arguzia di Person e la fisicità del giovane sconosciuto...



estratto:
"È notte fonda, sono tutta appiccicata di champagne e mezza nuda davanti ad un tizio che si è divertito a giocare con me facendo una specie di doppio gioco. Peggio ancora mi ha manovrata ben bene come un burattino. La prima cosa che avrei fatto in una condizione un po' più normale? Sarei corsa fuori. Ma è evidente che non posso. Il pezzo di sopra del mio vestito è sul pavimento, strappato e non più indossabile, il pezzo di sotto fradicio di champagne e mezzo appiccicato alle cosce. Spero che dietro quella famosa porta ci sia un bagno, sarebbe la mia salvezza non mi farei nessun tipo di problema ad andare via in accappatoio. Non riesco nemmeno a voltarmi per raggiungerla, la porta, finirei per incrociare il suo sguardo e mi sento troppo imbarazzata per farlo. Non solo sono nuda, sono stata "messa a nudo" da lui e in cambio cosa ho ricevuto? Bugie. Per come la vedo io si è preso gioco di me. Ecco perchè se la rideva, spesso e volentieri, guardandomi. Tremo, più dal nervoso che dal freddo. Sono stretta nel mio stesso abbraccio ed ho lo sguardo a terra. Sembrano attimi interminabili. Lui intanto si è tolto la maschera e ne ho la conferma quando la vedo che cade ai miei piedi lasciata scivolare dalle sue stesse mani come l'ultimo baluardo di un mistero grottesco. Potrei girarmi e guardarlo in faccia, ma mi manca la forza per farlo. Avrei le mie conferme che mi metterebbero ancora di più in imbarazzo. Ma non era questo che volevi, Greice? Un unico uomo con le caratteristiche di ciascuno. Incalza la mia coscienza. No! le rispondo nella mia mente. Sento i sui passi dietro di me e dopo poco la fodera fresca della sua giacca tocca la pelle delle mie spalle. Il suo odore familiare mi inebria come la prima volta ma a questo giro non basta a rassicurarmi. Il suo gesto è un modo per farmi capire che non devo essere in imbarazzo, mi sta offrendo una sorta di scudo dietro il quale schermarmi, avendo premura di coprirmi. Lo apprezzo ma non mi sento meglio. Afferro il bavero della giacca e mi copro interamente, avvolgendomi la tengo chiusa con i pugni serrati dall'interno. Senza alzare lo sguardo mi volto e lo oltrepasso urtandolo forte con la spalla, sdegnata. Cazzo, non si è mosso di un millimetro, nonostante il fatto che l'abbia urtato forte. Mi strattona restando silenzioso, mi volta verso di lui e mi tiene saldamente per le braccia. Non potrei ne muovermi ne divincolarmi. Dovrei supplicarlo per convincerlo a lasciarmi andare. Non lo farò mai in un ambivalenza che rasenta la follia. Per prima cosa non lo farò perché non ho mai supplicato nessuno, e poi perchè ci sto così bene tra le sue mani. Raccolgo quanta più forza interiore possibile e alzo lo sguardo. È lui. Inspiro profondamente per liberarmi dal macigno che ho al centro del petto. Mi manca l'aria. Abbasso subito lo sguardo, e' più forte di me, non ce la faccio a guardarlo provo una sensazione di vergogna e non so darmi una spiegazione. <<Guardami Greice...>> Tuona fermamente la sua voce. Non muovo un muscolo resto intrappolata nella sua stretta. <<Ho detto guardami!>> Cosa sarebbe una specie di ordine? Non capisce che un atteggiamento simile non mi aiuta affatto?. Adesso basta, me ne vado. Mi dimeno cercando scampo, lui continua a tenermi forte mentre con la mano sinistra mi solleva il mento per farsi guardare. <<Lasciami... sei uno str...>> Ringhio arrabbiata e non riesco a terminare la frase, le sue labbra premono sulle mie. ..."

La mia nuova uscita




Ieri qualche anima nera ha deciso di rovinarmi l'uscita del nuovo romanzo facendomi uno scherzetto niente male: hanno segnalato ( serve più di uno perchè la segnalazione si trasformi in blocco) il link di acquisto del mio libro. Risultato? non potevo postarlo su facebook , una finestra di messaggio si apriva dicendomi di rimuovere il link perchè segnalato come non appropriato.
Premesso che non contiene parolacce nè contenuti pornografici: è un romance contemporaneo, ironico, innocuo.
Oggi proseguo per la mia strada, con un po' di entusiasmo in meno, con un po' di amarezza in più: ho sempre cercato di dare spazio a tutti gli autori, in questo mio piccolo blog, i miei libri non sono best sellers, a chi potevo dar fastidio?


In questo spazio però oggi sono qui per ringraziare tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto e solidarietà, perchè queste persone velenose non sanno che il mondo dell'editoria è pieno di serpi, ma anche di gente onesta, sincera, che non pensa solo al proprio tornaconto , ma cerca di aiutare gli altri.

Dopo questa lunga premessa.......rullo di tamburi...............

eccomi a presentare IL MAESTRO PARLA STRANO... Amori e guai ai tempi della 'buona scuola'
un romanzo leggero, ma che affronta anche tematiche delicate, che parla di rapporti di amore e amicizia, ma anche dello splendido legame che si instaura tra insegnante e alunno.

Punta il riflettore su molte cose che non vanno nella scuola italiana, ma anche e soprattutto sulla modalità di scuola di qualità, che molte insegnanti riescono a raggiungere solo grazie alla loro passione, nonostante la burocrazia, strutture e mentalità fatiscenti.

E' un romanzo in cui ho messo tutta la mia anima da insegnante unita alla mia anima romantica. spero il risultato sia piacevole. buona lettura!

ecco la sinossi :


Laura, una maestrina tutta d’un pezzo, occhiali, capelli tirati in uno chignon e la convinzione che la vita sia fatta di sacrificio e organizzazione. Lorenzo, un eterno precario, convinto che la vita sia solo battute di spirito e occhiate dolci alle colleghe. Due anime opposte, che dovranno imparare a collaborare per un anno. Laura rimarrà ferma nelle sue convinzioni, barricata nelle sue certezze e protetta dalla quotidianità che l’anziano padre e il fidanzato hanno plasmato attorno a lei? Riusciranno a trovare un punto d’incontro, per il bene dei loro alunni? Cosa nasconde Lorenzo nella vita lontana lasciata a Piacenza?



https://www.amazon.it/Il-maestro-parla-strano-scuola-ebook/dp/B01IP412D6/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1469007018&sr=8-5&keywords=francesca+rossini





cartaceo.....

giovedì 16 giugno 2016

Tiziana Cazziero, nuova uscita: Amore tormentato



Ed eccomi qui a segnalarvi questa nuova uscita, augurando a Tiziana di sbancare il botteghino e arrivare in cima alla classifica!!! ;-) ;-) 
buona lettura a tutti e..... guai a chi non lo compra!

Biografia 

Tiziana Cazziero è un'autrice emergente con all'attivo diverse pubblicazioni, genere romance, erotico e fantasy. È presente nel web dal 2011, da quando ha aperto un blog sull'editoria emergente; collabora con diverse redazioni on line, scrive articoli di vario genere e vive a Siracusa, la città dove è nata e cresciuta. Convive con il suo compagno, è mamma di una bambina e ha due cani. La sua esperienza nell’editoria comincia nel 2011 quando pubblica il romanzo Voltare Pagina con editore; nel gennaio 2015 questo romanzo è stato pubblicato in self su amazon in seconda edizione. 
Le altre pubblicazioni sono: 
- E tu quando lo fai un figlio? Diario di una maternità negata 
- Quell'amore portato dall'Africa, un cuore nero che batte
 - Blogger e autore, la mia verità sul mondo social 
- L'ultima Notte (Delos -senza sfumature ) 
- Sensazioni dell'anima 
- Ritrovarsi, la forza dell'amore 
- Ritrovarsi, passione inaspettata 
– Patto con il vampiro 
- Il coraggio d’amare 
- Maya, angelo del mio cuore 
- Ha curato l’antologia benefica a favore dell’AIRC A Natale ti regalo l’amore Ha fondato un blog personale dedicato all’editoria dove cura rubrica personali di settore: http://tizianacazziero.com/ Legge ogni genere di libri, le piace cucinare ( potete trovare alcune delle sue ricette nel suo blog) e appena può trascorre ore al computer per scrivere, creare storie ed emozionare con la sua penna virtuale chi avrà voglia di leggere i suoi scritti.






Amore Tormentato 

Scheda libro 

Autore: Tiziana Cazziero 
Genere: romance suspense 
Editore: self-publishing amazon 
Prezzo: ebook € 1,99 
Prezzo cartaceo: € 10,00 
Numero pagine: 250/300 circa 
Data di pubblicazione: 15 giugno 2016 
Pagina autrice facebook per gli aggiornamenti sul romanzo: https://www.facebook.com/Tiziana-Cazziero-autrice-i-miei-libri-159952844200803/



Sinossi 


Giorgia è partita. Ha lasciato la sua amata terra sicula perchè non riesce a convivere con il passato che ha rischiato di schiacciarla. Come tutte le ragazze giovani sognava l’amore, una famiglia e di vivere felice con il suo uomo; qualcosa però non è andato come lei sperava. I sogni sono stati infranti da un ragazzo infido, ambiguo, possessivo. Ha vissuto nell’oblio per tanti anni, poi un evento ha cambiato tutto, ridisegnando un nuovo destino. Giorgia per sfuggire al mal di vivere ha dovuto prendere una decisione importante: lasciare tutto per recarsi lontano, in un’altra Terra. É salita su un aereo per scappare da quella realtà diventata troppo stretta e dolorosa. Spera di creare una nuova vita lontano da tutto e di essere felice. Il suo presente è sereno nonostante i fantasmi tornino ogni tanto a tormentare le sue notti insonni. In terra straniera ha conosciuto nuove persone capaci di mostrarle affetto e rispetto, qualcosa di assolutamente nuovo per lei. Per la prima volta ha scoperto cosa significhi vivere senza l’oppressione degli occhi indagatori puntati addosso; non deve più vergognarsi per una colpa non sua, per aver detto basta, per essersi ribellata. Non è stato facile per lei prendere quella decisione, andare contro la famiglia e le antiche tradizioni, ma non ha avuto altra scelta. Il futuro è diventato un’incognita, ma non vuole arrendersi al dolore, Giorgia è giovane e può ancora sperare di essere felice. Quando pensa di aver riconquistato la sua esistenza, una nuova figura irrompe in quella quotidianità spezzando la falsa armonia che si è costruita: Alex. Lui le fa provare sensazioni ed emozioni sconosciute, le presenta un amore sconosciuto, forte, passionale, con lui pensa per la prima volta dopo tanti anni di solitudine, a una reale possibilità di essere felice. Ma non tutto è come sembra, Alex conserva un terribile segreto legato al passato di Giorgia che sconvolgerà tutto ciò che lei ha costruito in sette anni di assenza da casa. Alex però non è l’unico uomo con cui deve confrontarsi, una figura enigmatica appare all’orizzonte, agisce nell’oscurità; l’ombra del passato ritorna inevitabilmente bussando alla sua porta in modo cruento e doloroso, mettendo a rischio la sua stessa vita. Riuscirà Giorgia ad affrontare i suoi demoni e a sconfiggerli? Sarà capace di amare ancora dopo il suo tormento? Sconfiggerà per sempre il suo passato?

lunedì 23 maggio 2016

Anteprima UN adorabile lunedì. Giulia dell'uomo

E' con gioia immensa e orgoglio che faccio questa speciale segnalazione in anteprima per la prossima uscita di Giulia Dell'uomo con la collana Youfell di Rizzoli.


Ho letto in anteprima questo romanzo e vi posso dire che vi farà sognare, con il sorriso sulle labbra, ma anche qualche lacrima, che scivolerà sul vostro viso.

Lui, Edoardo, è un tipo che ama i rapporti superficiali, senza responsabilità, che vuole godersi la vita. Lei, Eva, una donna che non riesce a superare le tante sofferenze che il destino ha messo sul suo cammino. Ma come sempre il destino ci mette lo zampino ( il termine in questo caso calza a pennello), mettendo sulla strada di Eva  un cane di nome Lunedì e a causa sua anche Edoardo. Potrà questa coppia agli antipodi superare l'antipatia e l'astio iniziale per riuscire a lavorare insieme? Cosa nasconde la riservata Eva?
Venite a scoprirlo!!!!

In uscita il 26 Maggio, prenotabile da subito!!! 
https://www.amazon.it/adorabile-luned%C3%AC-Youfeel-Giulia-DellUomo-ebook/dp/B01FUOP7E4?ie=UTF8&keywords=giulia%20dell%27uomo&qid=1464035762&ref_=sr_1_4&sr=8-4




Sinossi

Questione di fiuto

Eva è una giovane maestra di una scuola elementare. Edoardo, quarant’anni, insegna canto al conservatorio e la sua unica regola di vita è schivare le responsabilità. Si incontrano per caso, poi per lavoro, e si scontrano violentemente per i loro caratteri tanto diversi. Eva nasconde un passato difficile, un groviglio di dolori, rimorsi e promesse infrante. Edoardo invece ha un presente fin troppo facile, fatto solo di donne e amici, ed è proprio il tipo di uomo che Eva ha sempre detestato. Eppure passo dopo passo – complice Lunedì, un simpatico cane randagio adottato da Eva – i loro cuori iniziano a conoscersi e riconoscersi. Ma per Eva aprirsi significa correre un grande rischio, ed Edoardo sembra una persona di cui sarebbe disastroso fidarsi… Un romanzo che vi farà commuovere per la sua tenerezza, perché l’amore arriva all’improvviso, anche di Lunedì.