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lunedì 10 settembre 2018

ECCOLA QUA! LA SPLENDIDA COVER SCELTA PER IL MIO NUOVO ROMANZO, EDITO BUTTERFLY EDIZIONI, CHE USCIRA' IL 18 SETTEMBRE IN EBOOK.
VI TERRò AGGIORNATI SU PREZZO E LINK ACQUISTO...
BUONA FORTUNA A MEEEEEE!!!!




lunedì 30 gennaio 2017

Segnalazione : io ,lui e il bebè

E' con enorme piacere che vi presento il nuovo romanzo dell'autrice Tiziana Cazziero,
e ne approfitto per gridare a quelle persone meschine, che da qualche tempo a questa parte si divertono a bloccare gli autori il giorno dell'uscita di un nuovo romanzo, che non solo non vincono, ma anzi ottengono l'effetto contrario: più voi vi accanite con questi giochini, più noi faremo squadra pubblicizzando proprio i romanzi che volete offuscare!
tiè... ;-) detto questo passiamo a presentare questa bella novità:




titolo:Io, lui e il Bebè
 Autore: Tiziana Cazziero 
 Genere: Humor 
Formato: ebook kindle Cartaceo Prezzo ebook: € 0,99 Prezzo cartaceo: € 7,00 
Data pubblicazione: 27 gennaio 2017 


L'autrice Tiziana Cazziero è un’autrice presente nel web dal 2011, da quando ha aperto il suo blog sull’editoria. Collabora come articolista free lance con diverse redazioni online, scrive articoli di vario genere e vive a Siracusa, la città dove è nata e cresciuta. Convive con il suo compagno, è mamma di una bambina e ha due cani.



Sinossi Sequel dell'opera "E tu quando lo fai un figlio?" pubblicato con Rizzoli collana Youfeel 
Luisa e Leonardo sono diventati genitori. Questo sequel racconta la vita dei due protagonisti dopo l'arrivo della loro bambina. Cosa accade quando un neonato irrompe nelle vite di due aspiranti genitori? I protagonisti tra ansie, pannolini, poppate e giochi, decidono di organizzare un grande evento per presentare la loro figlia, tanto attesa, ad amici e parenti. Tra aneddoti,ricordi, incontri e scontri, si vivranno momenti esilaranti, divertenti ed emozionanti. Siete tutti invitati a partecipare. E tu quando lo fai un figlio? Pubblicato prima in self e poi con Rizzoli nel luglio 2016 è un romanzo tratto dalla storia vera dell'autrice, che ha raccontato in chiave ironica l'esperienza dell'infertilità. Questo sequel continua quel percorso dopo la nascita di sua figlia, racconta le vicende dei personaggi, inventati per rendere spassosa e frizzante il tema trattato. 


Contatti autrice voltarepagina77@gmail.com - 

Altri ebook dell'autrice E tu quando lo fai un figlio? Diario di una maternità negata Youfeel Rizzoli Voltare Pagina Quell'amore portato dall'Africa Youfeel Rizzoli Blogger e autore, la mia verità sul mondo social L'ultima Notte (Delos -senza sfumature ) Sensazioni dell'anima Ritrovarsi, la forza dell'amore Ritrovarsi, passione inaspettata Patto con il Vampiro Sonia, il ritorno della strega Maya, angelo del mio cuore Il Coraggio d'Amare Parliamone Social Amore Tormentato Christmas in love Collection - Romance.

martedì 10 gennaio 2017

segnalazione, Le ossessioni del pinguino

ed ecco una nuova segnalazione librosa per voi, la sinossi mi ha incuriosito molto: dieci 'guinsagli' diversi che tengono i protagonisti prigionieri: lavoro, amore, alcool, sesso, denaro, verità, paura dell’oblio, ricordi, solitudine e addirittura felicità. Pronti alla lettura? Fateci sapere che ne pensate.

Titolo: Le ossessioni del pinguino
Autore: Massimiliano Ardino
Casa editrice: Streetlib

Genere: Narrativa
Numero di pagine: 270



Sinossi
E’ la storia di un personaggio prigioniero delle sue ossessioni e dei suoi guinzagli.

10 capitoli per 10 guinzagli: lavoro, amore, alcool, sesso, denaro, verità, paura dell’oblio, ricordi, solitudine, felicità.

È la storia di alcuni anni della sua vita - con confidente il barman di un locale di strip tease, dove lui se ne sta seduto al bancone con le spalle rivolte al palco - dell'amore per una ragazza divenuta voce di una compagnia telefonica.

E' anche la convivenza con un cane trovato per strada, l'unico che porta con fierezza il proprio collare.

È la storia della sua vita a Milano, la Milano dei quartieri popolari; del paese delle sue origini sulla sponda calabra dello stretto di Messina.

È un viaggio, alla ricerca dell'ossessione perfetta, quella che, forse, non ha senso curare.
Bio
Essere pensante e curioso nato a metà degli anni '70 a Milano, esperto di risorse umane e scrittore de Le ossessioni del pinguino.







Link

http://amzn.eu/6fn3dfP
http://amzn.eu/cDyucMV 
https://www.kobo.com/it/it/ebook/le-ossessioni-del-pinguino

http://massimilianoardino.blogspot.it/

lunedì 11 luglio 2016

#summerpromo

Ed eccoci anche quest'anno è arrivata l'estate, vi state godendo le meritate vacanze? Bene, noi autori pensiamo a voi e per farvi godere delle belle letture abbiamo messo i nostri ebook a prezzi stracciati.... cosa aspettate allora?
Buona lettura e buon relax!




















E NATURALMENTE I MIEI!!!



giovedì 7 aprile 2016

offerta Lettere Animate ‪#‎primaveranimata‬

Estratto da Phoenix . offerta Lettere Animate‪#‎primaveranimata‬ La condussero più avanti in un’altra stanza, Leila respirava in piccoli ansimi di terrore: era una stanza nera, rivestita di gomma, sembrava un film di fantascienza, o dell’orrore, si limitarono a gettarla dentro e richiudere la porta. Rimase sdraiata, almeno poteva dormire, forse, il buio era totale, si toccò più volte come per mostrare alla sua mente che era ancora viva, la puzza di gomma le dava la nausea, sorprendentemente non riuscì a prendere sonno, c’era qualcosa di strano che il suo corpo aveva percepito, ma lei non riusciva ancora ad identificare: «Clay, ti prego aiutami!» Disse.

Per un attimo pensò di averlo detto nella sua testa, eppure era quasi sicura di aver parlato, ma non aveva sentito nulla, riprovò parlando consapevolmente ad alta voce:

«Clay.»
Urlò: «Clay!» Nulla, non sentiva nulla, aveva perso l’udito?
Il panico la colse, iniziò a gridare con quanto fiato aveva in gola, niente, non sentiva nulla, nessun suono, solo buio e puzza di gomma. Dopo aver urlato fino allo sfinimento si rannicchiò in posizione fetale, stringendo forte il suo corpo, l’unico segno tangibile della sua esistenza, sarebbe impazzita presto, ne era certa. http://www.amazon.it/Phoenix-Operazione-Parro…/…/ref=sr_1_3… 












domenica 13 marzo 2016

#nelmiokindle

Mamma quantiiiiiii.............................. nel mio kindle , ne ho letti tanti e tanti da leggere, che gioia!!

giovedì 18 febbraio 2016

Segnalazione Oltre la finestra

Oggi vi presento Alessandro Petrelli e il suo 'oltre la finestra'  , buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate!


Biografia.



Alessandro Petrelli è nato a Lecce il 19 aprile 1990 e vive a Lizzanello con i genitori ed il fratello maggiore. Ha frequentato l’Istituto d’arte ed ora studia Fisioterapia nell’Università di Brindisi. E’ stato da sempre un appassionato di musica, letteratura, scienza, arte e sport. Il suo debole per i libri e i film Horror e Thriller ha dato modo alla sua fantasia di spaziare, adattandola perfettamente a questi generi. Secondo Alessandro, l’emozione più bella che si possa provare mentre si legge un libro è il colpo di scena…vedersi crollare in un attimo quella certezza di aver capito tutto. Ed è questa la sensazione che cerca di tramandare al lettore. 
Il 15 febbraio 2016 viene pubblicato da “Lettere Animate” il suo primo romanzo, “Oltre la finestra”, un thriller ambientato nel Salento. 
Oggi Alessandro continua i suoi studi mettendoci tanto impegno, senza però negarsi un po’di tempo da dedicare alle sue passioni. Da poco tempo è già al lavoro per il suo secondo romanzo.





TITOLO: Oltre la finestra

AUTORE: Alessandro Petrelli

PAGINE: 165

FORMATO: Kindle, ebook.

COSTO: euro 1,49


LINK: http://www.amazon.it/Oltre-Finestra-Alesssandro-Petrelli-ebook/dp/B01BTEXYOY/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1455709992&sr=8-1&keywords=oltre+la+finestra














SINOSSI

La follia è lo sfogo dei sentimenti occultati. Ce lo dimostra questo libro, scritto in prima persona, che accatasta lo splendore della costa salentina, lo spirito dolente di un uomo in cerca di vendetta e la sinergia di un gruppo di amici che maschera la precarietà della situazione italiana attuale.
La storia è ambientata a San Foca agli inizi del duemilaquattordici. Il protagonista è Davide, un ragazzo rimasto orfano a causa di un incidente che vive con le due sorelline, Eleonora ed Elisa e la nonna nella desolata San Foca, dove abitano anche la sveglia e sorridente Laura, l’allegro Luca con la fidanzata in dolce attesa e Sergio, un ragazzo molto intelligente penalizzato però dal suo carattere particolare. La comparsa di uno sconosciuto e le sue minacce costringeranno i ragazzi a muoversi e a scavare nel passato, riportando alla luce una terrificante storia.





Estratti

“Fermo davanti la mia finestra c’era lui, l’assassino. Cosa cerchi? Cosa vuoi? Io non sono in casa, dovresti saperlo … cosa vuoi?

Impegnato a focalizzare ciò che ci fosse dietro la finestra l’uomo non mi vide. Era vestito come sempre: ben imbottito, tutto in nero, con un passamontagna e un cappello alla Van Gogh.”



“La città dolorosa.
Quando mi ritrovai di fronte al cancello semicorroso che faceva intravedere gli enormi padiglioni color beige capii perché avevano deciso di chiamarla così.
Città dolorosa.
Era davvero una città. E non conoscendone nemmeno una stanza mi resi conto di non sapere da dove cominciare.”



“Sentivo il freddo pavimento sotto il piede sinistro. Il rumore si faceva sempre più vicino, era come se qualcuno graffiasse alla porta. Il mio battito cardiaco accelerava e a tratti sembrava che il cuore potesse scoppiarmi. Accesi tutte le luci. Non sapevo più quali fossero le idee buone e quali no, ma mi fidai della mia estemporaneità. Poggiai la mano sulla maniglia della porta del soggiorno e aprii repentinamente. Ero pronto a colpire.”

lunedì 15 febbraio 2016

recensione REGALAMI UN ISTANTE Doranna Conti





Titolo: REGALAMI UN ISTANTE
Autore: DORANNA CONTI
Formato: EBOOK
Lunghezza stampa: 177 pagine
Editore: Lettere Animate Editore (28 dicembre 2015)
Prezzo: 1,49



link acquisto: http://www.amazon.it/gp/product/B019X6BH0S?keywords=doranna%20conti&qid=1455555606&ref_=sr_1_3&sr=8-3




Sinossi:

Essere una donna indipendente e in carriera è sempre stato il sogno nel cassetto di Amber.
Finalmente è la proprietaria di un ristorante insieme alla sua migliore amica Liv, proprio al centro di New York.
Solo che le cose dopo un po’ sembrano non andare più per il verso giusto, a causa del suo piccolo vizio di voler tenere tutto sotto controllo. E quando Liv decide di intervenire e assume di nascosto un nuovo chef per rilanciare le sorti del ristorante, per Amber iniziano i veri problemi.
Riuscirà a sopportare l’invasione di questo affascinate sconosciuto nel suo piccolo mondo, che fino ad ora credeva perfetto?
Regalami un istante è un'ironica commedia romantica che intreccia i punti di vista di entrambi i protagonisti, dove anche un incontro imprevisto può trasformarsi in qualcosa di travolgente, ma solo per chi riesce a guardare con gli occhi del cuore.





RECENSIONE:


Ho appena finito di divorare questo libro, letto in due giorni. Mi è piaciuto tutto di queste pagine: l’ambientazione: un ristorante Newyorkese, l’atmosfera che si respira tra il romantico e l’ironico e i protagonisti. Lei Amber, è una donna in carriera, sicura di sé, che non sogna il principe azzurro e che non vuole complicazioni. Ma è una donna, e come tale ha mille sfaccettature: dentro è insicura e ha paura delle emozioni che prova, diviene impacciata e buffa davanti ad esse, diventa viva e a mio parere veramente piacevole.

Jess è bello, davvero bello, e misterioso, anche lui non vuole impegni, ma davanti all’amore nulla si può, nemmeno con tutto l'impegno possibile. Forse il protagonista maschile è quello cui posso fare l'unico piccolo appunto della storia: lui scappa da qualcosa, c’è un motivo per il quale non si lascia andare all’amore,  si intuisce un qualcosa alle spalle cui forse si doveva dare più spazio, Jess ne avrebbe tratto enorme vantaggio nella caratterizzazione. Rimane qualcosa in sospeso sotto questo aspetto.

Molto ben fatte le descrizioni dei momenti da ‘palpito’, mi sembrava di vedere le scene di un film, di esser lì con loro, di sognare attraverso la loro storia.

La scrittura è fluida, semplice e molto scorrevole, davvero piacevole. Sia le parti ironiche che quelle romantiche sono descritte con delicatezza, senza cadere negli eccessi di volgarità e questo a mio avviso è un pregio non da poco in un mondo letterario in cui solo il sesso vende. Questo libro mi ha regalato emozioni rimanendo delicato e romantico. Complimenti all'autrice!

GIUDIZIO COMPLESSIVO:




È una lettura consigliata a chi vuole evadere, sognare, respirare aria fresca innamorandosi con i protagonisti, ma anche divertirsi immaginando le scene a volte buffe, che l’autrice ha saputo creare in modo eccellente.

Consigliato quindi agli amanti del romance e non solo.

domenica 14 febbraio 2016

Segnalazione . La mano. di Cenzie Loparco


Oggi vi segnalo una nuova uscita dal titolo davvero particolare: La mano.  di Cenzie Loparco. A me la sinossi intriga molto e a voi? buona lettura!!!


Sinossi 
In una rovente mattina di un’estate lucana, quattro amici decidono di andare in escursione al bosco delle rose. Ciò che doveva essere un’avventura divertente, si trasforma ben presto in un incubo inquietante, quando il gruppo scorge una mano con un anello particolare spuntare dal terreno. Dopo una fuga iniziale, uno di loro, Salvo, ritorna sui propri passi, recandosi dai carabinieri guidati dal maresciallo Nisticò. Quando gli uomini dell’Arma lo accompagnano sul luogo del macabro ritrovamento, scoprono però che della mano non vi è traccia. Per Salvo iniziano i guai e solo l’appuntato Gargiulo sembra volergli dare credito, indagando per conto proprio. L’unico indizio è quell’ anello particolare che appartiene a una sorellanza universitaria americana…


Formato: Formato Kindle


Dimensioni file: 322 KB


Editore: Lettere Animate Editore (10 febbraio 2016)

Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. 

Lingua: Italiano







DESCRIZIONE"La mano" è un giallo ambientato in una tranquilla cittadina della Basilicata, dove un gruppo di ragazzini, per vincere la noia e il caldo opprimente, decide di andare a fare un giro in bicicletta, in cerca di sensazioni e avventura. Ben presto la mattinata all'insegna del divertimento, si trasforma in un incubo, quando scoprono una giovane mano di donna spuntare dal terreno. In un primo momento la comitiva se la dà a gambe, decidendo di tacere il macabro ritrovamento, ma uno di loro, Salvo, preso dai rimorsi, l'indomani si reca dai carabinieri. Quando li accompagna sul luogo del delitto, scopre con angoscia che del cadavere non vi è più traccia. Per Salvo inizia una corsa a ostacoli per dimostrare di non aver mentito. Solo l'appuntato Gargiulo sembra volergli dar credito, iniziando le indagini partendo dalla descrizione dell'anello indossato dalla vittima, che pare appartenga a una sorellanza universitaria americana.


ESTRATTI DAL LIBRO: Quell’estate fu particolarmente rovente. Il caldo torrido, accompagnato da un costante vento infuocato, seccava tutto.

« Che si fa domani?» chiese Vittorio, le mani in tasca e il passo strascicato. «Io proporrei di andare al bosco delle rose»

Finalmente giunsero al famoso bosco delle rose. In realtà del bosco non erano rimasti che pochi alberi, tutt’al più avrebbe potuto essere una radura, e delle rose che in tempi antichi le avevano dato il nome, non v’era più traccia.

Il giovane giaceva allungato sotto l’albero, il cappellino calcato sugli occhi.


Nel muoversi urtò un ostacolo. Una radice che fuoriusciva dal terreno pensò, mentre a tentoni cercava di afferrarla, senza guardare cosa stesse toccando. Individuato l’oggetto, lo tastò, cercando un appiglio, pronto a tirare via la radice. Si accorse però che doveva trattarsi di qualcos’altro. Incuriosito, sollevò il cappellino dagli occhi e guardò … poi urlò per la sorpresa e l’orrore, scattando in piedi e indietreggiando terrorizzato.






domenica 7 febbraio 2016

Assaggi di libri...













Ho raccolto qui qualche bell'estratto dal gruppo facebook 'scrittori e lettori on line' spero che voi lettori troviate qualcosa d'interessante, che sia nelle vostre corde: ce n'è per tutti i gusti!!!

Inizio con un estratto inedito da Phoenix persecuzioni, un punto di vista insolito, molto distante da quello di Leila o Clay a cui siete abituati........

Una lunga fila di letti, tutti con le coperte color fango, tutti ben rifatti, senza una piega. Questo ricordo ha iniziato a torturarmi nei sonni agitati, che provo a concedere al mio corpo esausto. 
Otto letti da una parte, otto dall’altra, la prima immagine che mi accolse all’arrivo nell’orfanotrofio. Gli occhi colmi di lacrime, l’orsacchiotto spelacchiato stretto al petto e nessuna valigia. Questo l’inizio della mia nuova vita. Mi sfugge ancora il ricordo del perché è successo, tutto è nebuloso, conficcato così in profondità nella mente, che non riesco a recuperarlo del tutto. Il fumo, quello sì lo ricordo, un fumo denso, scuro, che avvolgeva tutto e il silenzio, un silenzio completo, terrificante, che non lasciava spazio a null’altro. Il silenzio assoluto di chi è sordo dopo un boato troppo potente. Mi tengo la testa tra le mani, non riesco, non riesco a ricordare, non voglio ricordare, ma ormai sento che devo.
Letti, letti ordinati, lisci e squadrati come grosse scatole rettangolari. Letti vuoti, ma che si sarebbero presto riempiti con l’ora giusta di una marea di disperazione umana, addolcita da sogni e speranze dell’età infantile, ma pur sempre disperazione.
E iniziò la guerra: guerra per accaparrarsi più cibo, guerra per avere le scarpe del numero giusto, per i vestiti meno bucati e stretti e persino per catturare l’attenzione delle Sorelle. Seppur acide galline dalle mani lunghe, pronte a pizzicarti, strapparti i capelli o bacchettarti il culo, erano eterna causa di contesa e lite per avere uno sguardo o una carezza. Poi c’era il discorso genitori. Lì, sì, scattavano discussioni, c’erano veri e propri comizi la notte.
«Tu sei troppo grasso, tu troppo alto, tu troppo grande» ce n’era per tutti, nessuno sembrava al sicuro e quelli che parevano avere tutti i requisiti erano presi di mira e gli veniva fatto di tutto.
Ricordo ancora la piccolina, Sonja si chiamava: grandi occhi blu dalle lunghe ciglia, boccoli biondi e labbra che sembravano di porcellana. Aveva sui quattro o cinque anni, sarebbe stata portata via subito da un fantastico papà e una mamma dolcissima, lo sapevamo tutti. Così già la prima notte l’acchiappammo dal suo lettino, il mio amico Pugno aveva rimediato un rasoio, le tagliammo tutti i boccoli. Non strillava, lo prese come un gioco, le dissi che Pugno era parrucchiere e lei se la rideva come un’ebete. Io avevo preparato un impasto con la buccia verde delle noci, cardi e altre robacce. Gliela passammo sulla faccia, sarebbe durata a lungo: un bel maschietto africano sembrava. Passammo una settimana nello sgabuzzino delle punizioni, acqua e pane e buio completo, ma lei non la presero per lungo tempo e ci sentimmo malignamente felici.
Rido a quel perfido ricordo, poi sento le lacrime, scoppio a piangere. Non è da me, sto male, ne morirò, lo sento, non posso più tornare indietro, posso solo andare avanti, andare avanti col mio piano. 






‪#‎estratto‬ da "Lettere fra l'erba"
Qualche volta, ma non troppo spesso per non logorare il ricordo, pensava alle voci che aveva sentito attraverso il muro, una notte passata in facoltà. Faceva caldo, era sdraiato sopra il tavolo della biblioteca, infilato a metà nel sacco a pelo. Ernesto e Ilaria si erano chiusi nell'auletta accanto e stavano cominciando i loro giochi senza immaginare che di là del muro si sentiva tutto, lui parlava, parlava, commentava le bellezze e i capi di vestiario come se non sapesse eccitarsi senza la radiocronaca, la voce appena spezzata dal respiro più forte, mentre nelle risate e nei sospiri di Ilaria si sentiva come un tremore, una sopraffazione, si sentiva l'attesa, il desiderio che cresceva.
Antonio cercava di fare finta di niente, ma poi tendeva l'orecchio e quasi senza volerlo, il cuore che batteva forte fino a sentirsi nelle tempie, associava un'immagine e una carezza a ogni rumore










Per ‪#‎martedìestratti‬ presento un brano tratto da Norsemen. GrazieFrancesca




«Hai qualche idea riguardo al tatuaggio?» Chiese Vanadis al ragazzo.

Lui si guardò intorno, poi disse: «Prima di entrare nel tuo negozio un’idea l’avevo, ma vedendo quelli che tu hai addosso e tutti quelli sparsi un po’ ovunque, sono andato in confusione e adesso sono molto indeciso…»

«Dimmi che cosa avevi in mente, così possiamo partire da qualcosa di concreto» rispose Vanadis guardandolo in viso con aria inespressiva.
Il ragazzo riprese il discorso: «Beh ecco, avevo pensato che…»
«Prima di tutto mi devi dire in quale parte del corpo lo vuoi il tatuaggio» lo interruppe bruscamente Vanadis.
«Ah, di quello sono sicuro, lo voglio qui» disse lui indicando la parte superiore del braccio destro, vicino alla spalla. Poi si guardò intorno e vide un disegno appeso al muro, esclamando tutto soddisfatto: «Questo! Ecco che cosa mi piace. Avevo proprio visto una cosa simile e la mia idea era questa!»
Vanadis, che nel frattempo si era accesa una sigaretta, aspirò una boccata di fumo e gli chiese: «Sei gay?»
«Perché me lo chiedi?» Rispose il tipo con aria perplessa e preoccupata.
«Perché da queste parti il tatuaggio che hai scelto va di moda fra i gay. Io te lo faccio, ma poi non tornare indietro a lamentarti, dicendomi che sei stufo di sentirti fare proposte oscene da persone del tuo stesso sesso mentre vai a spasso per la città…»












Ciao a tutti!

Ecco un breve estratto del mio "Ritratto di un Angelo" 💖

...Mi attira a sé, facendomi affondare il viso nel suo petto. Profuma di buono, e ora davvero non ho più scampo. Tra le sue braccia l’intero mondo scompare. Il mio corpo si accende, il cuore batte più forte ed è come se riconoscesse l'altra sua metà. Come quando finalmente dopo una lunga attesa arriva chi non ti stancheresti mai di aspettare. Alzo piano lo guardo per imprimere nella mia mente ogni dettaglio di lui...
"Ritratto di un Angelo"💖



















"I colori vivaci che puoi trovare a Città dei Sogni e a Paese Sogni d'Oro, qui a Periferia Dormiveglia si spengono.

Gli abitanti hanno la pelle bigia e i colori dei vestiti sono sbiaditi.
La Periferia non è un luogo molto raccomandato, tutti lo descrivono come un posto triste, dove gira gente brutta e losca, pronta ad accalappiare bambini e ragazzini per cuocerli in uno sporco calderone nella loro buia e tetra casa."

Trama: Arianna vive a Città dei Sogni e adora sua sorella Alice, una bambola di porcellana capace di parlare e pensare come un essere umano che suo padre ha costruito per lei quando era ancora una bambina. Un giorno Alice scompare misteriosamente, suo padre non le dà alcuna spiegazione e non sembra interessato a cercare la sua sorellina, ma Arianna non si dà per vinta: assieme ai suoi amici Lea e Leo e al suo pupazzo di infanzia il Signor Bianconiglio, decide di partire alla ricerca di Alice; per farlo dovrà attraversare il caos di Paese Sogni d’Oro, il grigiore di Periferia Dormiveglia, la Discarica dei Ricordi e il Distretto Risveglio. Arianna dovrà capire da sola qual è la strada giusta da seguire: dare retta al Dottor Z, un individuo mascherato, vestito da prestigiatore che cammina sui trampoli e che sembra sapere tutto di lei o fidarsi dei consigli del Signor Bianconiglio? Arianna non lo sa, ma l’unica cosa che può salvarla è trovare una risposta alla domanda: “dov’è Alice?”

EBOOK












CARTACEO





Oppure contattami per avere una copia con dedica e segnalibro Emoticon smile
Blog Ufficiale:



(l'immagine usata non mi appartiene, è stata presa da questo sito.



Osservo altre persone, bambini della mia età che camminano con accanto un’Alice. Sono bambole che dimostrano dai dieci ai quattordici anni e il compratore medio è il genitore che vuole trovare un compagno di giochi per il figlio o la figlia. L’Alice sembra in tutto e per tutto un essere umano, fatta a eccezione per la pelle di porcellana: parla, gioca, mangia, dorme… il suo obiettivo è quello di fare compagnia al suo “padrone”[...]"


EBOOK









Buonasera amici del gruppo
grazie Francesca Rossini per la possibilità Emoticon heart 
ecco un estratto del mio ultimo romanzo edito self ''Io sono Fuoco... brucia con me se hai coraggio!'' genere m\m pagine 698 - v.m 18 
attualmente in offerta ad un prezzo scontato su Amazon e altri store

Jason si fermò nei pressi del monastero indicato da Patrick, si rese conto che in effetti era un posto isolato. C’erano posteggiate alcune auto e si vedevano in lontananza alcuni ragazzi. Patrick aveva accennato che era anche un liceo attrezzato a convitto, c’era persino una palestra e sala adibita alla biblioteca. Insomma un mini college cattolico di campagna.
Il ragazzo inserì il freno a mano e si dedicò ad osservare un panorama che sicuramente era molto più interessante. Quel bel biondino che aveva accanto meritava tutta la sua attenzione. Lo vide fissare preoccupato il vecchio monastero.

Nella sua mente non c’era l’ombra di un idea. Non immaginava nemmeno lontanamente il motivo di quella strana trasferta. Forse aveva davvero bisogno di espiare qualche peccato? Qualche crimine? Pensò guardandolo. Lo eccitava come una bestia l’idea che quel viso d’angelo in realtà l’avesse combinata grossa. I suoi modi gentili, educati, i suoi lineamenti indicavano un angioletto e non un demonio come invece si sentiva lui. Avrebbe voluto portarlo nella radura vicina e farselo alla faccia dei monaci. L’ avrebbe preso senza pietà da dietro e fatto gridare di piacere. Magari mentre passava uno dei giovani monaci … chissà si disse ridacchiando nella sua mente contorta se quei pretini avrebbero voluto essere sodomizzati anche loro e i rispettivi culetti vergini. Ma si scrollò dalla testa quei pensieri perversi anche se divertenti.

Era la prima volta che uno gli piaceva in quel modo.


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Jason Hotfire è un giovane sfrontato, senza inibizioni. Ha ventidue anni e lavora come cameriere . Lui è sicuro di se della sua bellezza e del suo fascino. E' alto, moro , palestrato con due occhi verde chiaro, adora fare la bella vita. Ha un…


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Estratto da "Facemmo l'amore una notte di maggio".

Pazzo! Quel Lorenzo doveva essere veramente un pazzo, se aveva deciso, senza una valida ragione, di lasciare una ragazza bella come Natalia-davvero continuava a pensare che Natalia fosse bella?-. Que-sta era l'idea complessiva che il signor Nicola Mastrogiovanni si era fatto di quella faccenda. Gli montava una collera incredibile in testa, che gli veniva da dentro, dalle viscere. Sentiva un forte bruciore allo stomaco e all'esofago, come se avesse ingurgitato di botto una quan-tità non indifferente di alcool. Sentiva caldo, ma si rendeva conto che l'aria, fuori, era alquanto fresca. Era sudato. Sudato sulla fronte, su-dato sul collo, sudato sotto le ascelle, tutto sudato. Non aveva com-piuto alcuno sforzo fisico. Il sudore gli veniva tutto quanto da dentro, per la rabbia, per l'agitazione.

Entrò nell'albergo. Fortunatamente a quell'ora-in realtà non era poi così tardi-il signor Spadone non si trovava alla sua scrivania. La chiave, il signor Nicola Mastrogiovanni, se l'era portata appresso. Sa-lì rapidamente le scale e giunse alla sua camera. Nel frattempo conti-nuava a sudare e ad adirarsi contro Lorenzo. Infilò la chiave nella serratura e aprì la porta. Entrò in camera. Probabilmente aveva fatto più rumore delle altre volte, ma non era dell'umore adatto per pensare al fatto che avrebbe potuto svegliare qualche eventuale ospite nelle camere accanto.

Entrando, si buttò di pancia sul letto, che cigolò. Anche quello, a-vrebbe potuto disturbare, ma Nicola Mastrogiovanni continuava a non porsi il problema. Rimase così per qualche minuto, con il naso sul cuscino. Continuava a sudare e, soprattutto, a pensare. Poi si girò e dopo poco si alzò. Si moriva di caldo in quella camera, forse era il caso che aprisse la finestra. Dopo averla aperta, andò a sedersi sul letto. Prese un pacco di fazzoletti che aveva lasciato sul comodino. Ne estrasse uno. Cominciò in quel modo ad asciugarsi il sudore. Pri-ma la fronte, poi dietro le orecchie, poi il collo e le spalle. Così, a mente più lucida, ragionava.

Lorenzo doveva essere un pazzo. Quello era poco ma sicuro. Federi-co era convinto che lui, in realtà, non avesse lasciato Natalia. Quest'ultima, invece, la pensava diversamente e, come lei, la pensava

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anche il signor Nicola Mastrogiovanni. Posto per buono, quindi, che Lorenzo non sarebbe tornato da Natalia, cosa significava, material-mente, questo? Che Natalia era libera. Chi, a quel punto, avrebbe po-tuto combinare qualcosa con lei? Prima di tutto, pensò Nicola, pro-prio Federico. In quei due giorni in cui li aveva osservati, a Nicola era parso che il rapporto tra Federico e Natalia fosse piuttosto ambi-guo, specie da parte del primo. Forse lui nutriva un amore non ri-cambiato per la ragazza che, fino a pochi giorni prima, era impegna-ta. Con la scomparsa dalla scena di Lorenzo, Federico avrebbe potuto approfittarne.

C'era qualcun altro, oltre Federico, a poter avanzare pretese di que-sto genere?

Il signor Nicola Mastrogiovanni fu sorpreso dalla risposta che si diede.

C'era lui, proprio lui.

Natalia era una ragazza bellissima. Aveva sentito molti mesi prima, quando sua madre era ancora in vita, una storia narrata da un profes-sore di greco che era entrato nella sua tabaccheria. Il professore par-lava con un ragazzo che non faceva studi classici. La storia era que-sta. I greci erano convinti che esistesse una corrispondenza tra la bel-lezza esteriore di una persona e la sua bellezza interiore. Bella fuori, bella dentro, insomma. Era anche per questo motivo che Efialte, il pastore greco che tradì Leonida nella celebre battaglia delle Termopi-li, era entrato nella mentalità greca comune come uno storpio. In re-altà, nessuno l'aveva mai visto, né Erodoto, il principale storico di quell'epoca, l'aveva mai descritto.

Lei gli piaceva, cominciava ormai a capirlo. Ma cosa avrebbe fatto con la sua vita precedente? Aveva una casa in una città molto distante da Bari. Cosa ne avrebbe fatto? Aveva una tabaccheria che andava bene, nella stessa città. Quale destino avrebbe dovuto riservarle? E tutte queste cose, eventualmente, a Natalia, quando le avrebbe dette? Ma in quel momento preciso, si disse Nicola Mastrogiovanni in un attimo di vera lucidità, tutte quelle domande non avevano senso. Co-sa sapeva, lui, davvero, di Natalia? Nulla, se non che era una ragazza che, fisicamente, lo attraeva tantissimo. E lui non aveva mai provato una simile attrazione per un'altra donna. Non ne era innamorato-vero,

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non ne era innamorato?-, avrebbe voluto scoprire ancora qualcosa su di lei. Sotto quest'ottica, cambiò anche rapidamente l'idea che il si-gnor Nicola Mastrogiovanni si era fatto di Lorenzo. Meglio che si fosse levato dalle scatole. E meglio ancora che non ritornasse. Già.

Il signor Mastrogiovanni si addormentò, quella notte, con quel pen-siero.

Meglio che non ritornasse.












‎martedìestratti‬ non basta. Grazie Francesca per aver esteso la possibilità a tutta la settimana. Oggi propongo un estratto dal racconto "Il Profeta". Il paragrafo è stato scelto dal blog Appunti di una giovane readersul suo sito.


Il paziente era pallido, un pallore innaturale che dipingeva tutto il suo corpo, come appariva dal collo e dalle mani estremamente chiare. Il volto era ossuto e mal si abbinava con la barba trasandata di qualche giorno. Qualche ciocca di capelli aveva abbandonato le altre, lasciando l’uomo stempiato.
«Lei è uno stolto. Erano gli Dei a parlare per me. Io non so cosa le ho raccontato. La mia lingua, la mia bocca, il mio corpo tutto è in possesso degli Dei.»
Danari fissò il suo capo con sguardo interrogativo. In realtà, c’era anche una nota di rimprovero. Il paziente si stava comportando in maniera del tutto diversa rispetto al resoconto fatto dal primario.








UNO

Mi chiamo Carlotta e vivo con un nodo in gola.

Ho sedici anni, mi sento sola perché sono diversa da tutte le persone che mi circondano, e questo non mi piace. Non appartengo a nessun luogo. Ho abitato in Africa per cinquemilasettecentosessantaquattro giorni (5764!), per me l’Italia significava solo che la scuola era finita e nonni e cugini mi aspettavano per le vacanze. Ho trascorso un’infanzia felice, ricordo viaggi bellissimi, gran parte dei quali legati al mare: squali, balene e pesci colorati. I miei genitori ridevano spesso, e spesso facevamo safari alla ricerca dei big five nei parchi naturali del Sudafrica e dei Paesi limitrofi, Namibia e Botswana. La prima volta che ho visto la neve ̶ ero in Kenia ̶ avevo nove anni: era bianca come le nuvole. Ora mi trovo in Italia. A nessuno importa come mi sento io dentro, cosa penso e cosa vorrei.


DUE

...un bel giorno mamma e papà hanno portato a casa tanti fogli e le hanno spiegato cosa era un’adozione. Era ancora molto piccola, ma abbastanza grande da ricevere spiegazioni serie da bambina grande. Non aveva partecipato alla ‘scelta’, sapeva solo che sarebbe stato un bimbo mozambicano. Poi un bel giorno, al ritorno da scuola, lei e Daniele avevano trovato la culla che avevano comprato insieme, con una piccola faccina dagli occhi chiusi che sbucava dal lenzuolino: «Ma.... è nero!» fu tutto quello che uscì dalla sua bocca nel primo minuto di stordimento divertito. Per fortuna il piccolo si era svegliato subito dopo e le aveva regalato un bel sorriso. È stato amore a prima vista, mamma e papà erano commossi e tutti avevano passato momenti molto felici.




TRE

...un fantastico incontro: una coppia di leoni si accoppia sulla strada, riusciamo a fermare l’auto in un perfetto punto di osservazione, a pochi metri dalla coppia. Si sentono, piuttosto inquietanti per Giacomo, i ruggiti di lui e i versi di lei, lui la morde sul collo e le tira la pelle... Il tutto dura pochi secondi, Carlotta è felicissima di provare ogni tipo di scatto, zoom, effetto luminoso, mentre Pierre usa la telecamera.

“Il leone le saliva sopra”, scriveva Giacomo, “non capivo bene come o dove, ma Carlotta mi ha spiegato tutto! Appena il leone le era sopra, dopo pochi secondi si spostava, e faceva un po’ di pipì, le si stendeva vicino, una volta le ha leccato la criniera. Poi, dopo un paio di minuti, si rialzava, le andava dietro di nuovo, vicino al sedere, di nuovo un ruggito, lei uno strano verso, dieci secondi, forse quindici, e di nuovo si spostava, per stendersi e riposarsi un po’. Ma non sembrava che facesse fatica: il leone, re della foresta, che attacca animali pericolosi, combatte con qualunque dei più feroci: perché mai si dovrebbe stancare per quello che fa con la leonessa per avere dei cuccioli?
QUATTRO

Piove, ora di punta, tardo pomeriggio, una fila al semaforo. Giulia prova un vero fastidio per il traffico a cui non è più abituata, per la pioggia che la obbliga a vedere strisce di luce artificiale ad ogni passaggio ritmico del tergicristallo. Sente più familiari le buche piene di fango delle strade senza traffico di Maputo: i ritmi in Africa erano come quelli del bradipo visto una volta allo zoo di Montpellier. All’improvviso un piccolo tamponamento la coglie di sorpresa. Solo tanti anni prima aveva avuto un incidente, niente di grave, ma ricorda la paura nel vedere un’utilitaria venirle contro. La paura quella volta aveva amplificato solo qualche piccolo particolare: le note della canzone continuavano a risuonarle nelle orecchie e lei aveva continuato a cantarle anche mentre parlava coi carabinieri, mentre la visione generale dell’episodio era poi stata offuscata completamente.

Questa volta, appena sentita la botta da dietro, Giulia si blocca, stranamente incapace di reagire, indifferente. Un uomo bussa al finestrino, lei al secondo toc toc con lentezza mette un dito sul bottone, abbassa il vetro, lo vede, all’inizio non lo riconosce, poi si blocca.

Anche lui la riconosce, sorride un po’ allibito, la invita a scendere dall’auto, ad entrare nel bar, ma lei fatica a parlare, è attonita, stordita. Quanto tempo è passato? Diciannove, no, vent’anni, eppure tutto torna all’improvviso...


CINQUE

Arrivano le cioccolate, lo sguardo di Carlotta è rapito, Filippo non ha mai conosciuto una persona più golosa di cioccolato, caldo, freddo, gelato...

«Senti, l’altra sera... io volevo davvero, poi di notte, quando sei andata via, non ci ho più capito niente, non ho chiuso occhio tutta la notte, e ieri mattina... ho avuto paura».

«Ti faccio paura io?», chiede con tono scherzoso Carlotta, appena consolata dalla cioccolata, dal fatto di averlo così vicino, dal fatto che si cominciava a sciogliere lo stress delle ultime trentasei ore.

Ma lui non scherza: «Te lo devo confessare: sì, tu mi fai paura. Ho avuto altre ragazze, lo sai, ma erano tutte molto diverse da te, io mi sentivo sempre distante, mi piacevano fisicamente ma da nessuna ho cercato niente di più. Poi arrivi tu, mi hai fulminato immediatamente ma non lo volevo credere, sembri così ingenua e fragile, ma in realtà sei una roccia, sei intelligente, hai viaggiato, parli quattro lingue, con te si può discutere di tutto, mi superi in tante cose. Ho paura che tu ti stanchi di me, che ti sembri troppo mediocre, che ti annoi. Una ragazza che mi insegna qualcosa... non so se posso sopportarlo: per un attimo mi sono sentito...», e molto sottovoce finisce la frase: «fragile».

«Come hai detto? Non ho sentito», anche Carlotta sussurra.

«Era già duro dirlo una volta, me lo fai anche ripetere?», e invece di arrabbiarsi scoppia a ridere. «Fragile. Vulnerabile. Odio sentirmi cosí!»