martedì 24 novembre 2015

recensione 'il bosco di Nereiu' e intervista a Valerio Sericano


Titolo : Il bosco di Nereiu
Autore: Valerio Sericano
Editore: Lettere Animate Editore
Formato: ebook
Prezzo: 0,99
Genere: Fantasy romance
Pagine:151

Sinossi
La vicenda è ambientata negli anni Settanta del XX secolo in un piccolo paese di campagna, Coltrave, situato in un luogo imprecisato del nord Italia, posto tra gli Appennini e la Pianura Padana.
Protagonista della storia è Alvaro Bianchi, un medico quarantaseienne divorziato da alcuni anni, che svolge la propria professione nel piccolo centro rurale.
La tranquilla routine quotidiana di Alvaro viene un giorno interrotta dalla visita in ambulatorio di un giovane del paese stesso, Corrado, il quale gli racconta di essere molto preoccupato per la propria salute mentale, poiché da un po' di tempo continua a ripetere ogni notte lo stesso incubo, tanto da rischiare la pazzia.
Alvaro, partendo dagli elementi contenuti nell'incubo ricorrente raccontatogli dal ragazzo, inizia un’indagine personale che culmina nella scoperta di alcuni segreti riguardanti il passato del piccolo borgo, i quali lo portano a conoscenza di un’antica storia collegata ad una misteriosa reliquia custodita segretamente in un particolare luogo del paese stesso.
Tuttavia, quando Alvaro, dopo aver collegato i misteri del passato di Coltrave con gli incubi di Corrado, crede di essere giunto a capo dell'insolita vicenda, compare improvvisamente sulla scena la diciottenne Fanny, una misteriosa figura femminile la cui presenza sconvolge l’intero quadro dei fatti, fornendo una spiegazione sorprendente a tutti gli eventi misteriosi trattati fino a quel punto.
Da quel momento Fanny diventa la vera protagonista del romanzo, con Alvaro coinvolto suo malgrado in un ostico rapporto con la ragazza, dotata di strane facoltà e la cui stessa esistenza nasconde un segreto inconfessabile, di cui il solo Alvaro giunge a conoscenza.
Sarà proprio la condivisione di questo segreto a creare tra loro un confronto, dapprima conflittuale e poi complice, che porterà Alvaro a rivedere tutte le proprie convinzioni e al contempo lo costringerà a fare i conti con le remore lasciate in sospeso dal suo passato.
Ma anche per Fanny l’incontro con Alvaro non resterà senza conseguenze, perché la ragazza si vedrà costretta ad affrontare una situazione per lei nuova e tanto sconvolgente da indurla, infine, a prendere una decisione drastica ed irrimediabile. Tuttavia, quando le cose per lei sembrano indirizzarsi in un certo modo, la realtà cambierà ancora, offrendo a Fanny uno scenario finale diverso da quello prospettato…



Recensione:

Quando ho iniziato a leggere questo libro, sapevo che era un fantasy e mi aspettavo tutt’altra lettura,, sono rimasta stupita dall'originalità della storia. Prima di scoprire ‘l’elemento fantastico’ il romanzo ha una ambientazione non solo reale, ma molto realistica e molto ben riuscita: il paesino di Coltrave è talmente bel descritto che sembra di vederlo e viverlo. I suoi cittadini sono veramente ben caratterizzati, il loro modo di muoversi, parlare e pensare rispecchia perfettamente la cultura italiana delle piccole comunità, soprattutto negli anni settanta, in cui è ambientata la storia. Ho amato da subito la gente del paesino, il loro lavorare la terra, la vendemmia cui partecipava praticamente l’intera popolazione; il parroco al centro della vita paesana, in contrasto con la figura del medico, per di più divorziato; il ragazzotto timido che non conosce ancora il mondo al di fuori del guscio protettivo del paesino stesso. Valerio Sericano ha saputo coniugare perfettamente l’atmosfera del fantasy con un ambientazione un po’ inusuale per questo genere di romanzo, dando largo spazio ai sentimenti, ma in un modo molto etereo e dolce.
 Qui c’è di tutto: la tradizione di un piccolo paese, credenze, superstizione, religione, stregoneria, reincarnazione e magia: cosa si nasconde davvero dietro il dipinto della madonnetta del paese? Tutto gira intorno a questa figura che sembra rappresentare qualcosa che poco ha a che fare con la religione. Questo il mistero che si infittisce, soprattutto dopo che il giovane Corrado vede apparire proprio la donna della madonnetta ogni notte nei suoi sogni. Nuda, affascinante e spaventosa al contempo. E soprattutto ferita a morte… da lui.
Realtà e fantasia si mescolano in modo magistrale in questa storia che vedrei proprio bene in forma di pellicola cinematografica: Mistero, indagini sul passato di un paese, tradizioni religiose e pagane. Alvaro, il nostro protagonista porterà alla luce fatti davvero interessanti, ma poi ecco Fanny, la ragazza misteriosa e bellissima, che comparirà proprio quando penserete di aver capito tutta la storia….
Una storia che non ha al centro solo il mistero, ma soprattutto l’amore, l’amore vero, eterno, etereo e immortale per cui non esiste né spazio né tempo e che vincerà ogni ostacolo. Un fantasy fuori dai soliti canoni del fantasy dunque.


La scrittura è molto curata, scorrevole ed elegante ha un so ché del gusto di libri d’altro tempo. Davvero di piacevole lettura. Sembra quasi di sentire la voce fuori coro, un po’ ironica di un narratore. Mi piacerebbe davvero sentir leggere questo libro dall’autore o raccontato in un audiolibro.




  GIUDIZIO COMPLESSIVO: 

Consigliato: Davvero un romanzo che vi lascerà con una bella soddisfazione a fine lettura, l’ultimo capitolo lascia aperte possibilità inimmaginabili, donando una sensazione di appagamento e serenità. Una di quelle storie che si chiude con un sorriso e un sospiro. Molto bella.

E ora conosciamo un po' meglio l'autore

Valerio Sericano - Laureato in Storia con indirizzo moderno e contemporaneo, si occupa di studi riguardanti la storia contemporanea e locale, nel cui ambito ha condotto diverse ricerche a livello universitario.
Nel campo della narrativa ha all'attivo alcuni racconti brevi e la pubblicazione di due romanzi nel genere narrativa e fantasy: “Ami dagli occhi color del mare” e “Il bosco di Nereiu”



Ciao Valerio, intanto voglio dirti che è un vero piacere ospitarti qui nel mio piccolo blog.
Parlaci innanzi tutto di te: cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Grazie a te  per l’opportunità che mi offri. Sono felice di potere parlare  della passione per la scrittura, che al momento attuale rappresenta l’occupazione principale del mio tempo libero. Quanto al resto, sono una persona molto tranquilla che spende il proprio tempo tra famiglia e ufficio, afflitto da quella pigrizia cronica che sembra colpire un po’ tutti quelli che smettono di fare sport attivo. Almeno, a me è successo così…
E come lettore come sei? Cosa ti piace leggere?
Ammetto con un certo rammarico di essere in questo momento un pessimo lettore, perché il tempo è sempre tiranno e le giornate mi sembrano diventate  troppo corte per fare tutto ciò che vorrei. In passato ho letto molto in generi diversi. Se dovessi citare libro e un autore in particolare direi “Addio alle armi” di Hemingway, un romanzo cui sono molto affezionato. Quanto al genere, direi invece la SF classica, la fantascienza degli anni Cinquanta e Sessanta, che da ragazzo letteralmente divoravo
Dove leggi di solito? 
In treno, al mattino, andando al lavoro
E invece dove scrivi e in quale formato? (carta o pc?)
Mi piace scrivere nella tranquillità di casa, sul mio notebook, di solito nelle ore serali. La carta ha sempre il suo fascino, ma ormai sono passato al formato elettronico perché è troppo comodo. Non riuscirei più a tornare indietro. Anche come lettore mi sto abituando al formato eBook, però devo dire che il fascino del libro cartaceo non tramonterà mai e poi mai!
Come è nata questa tua passione per la scrittura? Cos’è che ti ha fatto scattare quella molla e dire: “sono pronto, voglio scrivere”
Mi è sempre piaciuto scrivere, ma non avevo mai preso in considerazione l’idea di dedicarmi a un romanzo completo perché la consideravo un’impresa fuori dalla mia portata. Poi ho provato per scherzo a buttare giù una storia, notando che i personaggi che ne venivano fuori sembravano prendere vita. Allora mi sono detto: «Perché non inventarmi una storia complessa?» Era circa un anno e mezzo fa. In quindici mesi ho scritto cinque romanzi completi, di cui tre gia pubblicati, con quattro soggetti completamente diversi fra loro. Faccio fatica a crederlo ma è vero, benché la cosa mi stupisca molto. Forse significa che avevo dentro di me una vena creativa che doveva solo essere canalizzata all’esterno…
Parlaci del Bosco di Nereiu: la trama è davvero particolare. Come è nata questa storia?
Quello è stato il primo. Ho cominciato a scriverlo di getto senza neppure concepirne il finale. Ho solo immaginato la figura fantastica di una creatura che rinasce consapevole di se stessa sempre negli stessi luoghi e la storia ha preso corpo e forma mentre scrivevo. Credo siano stati i personaggi a suggerirmi lo svolgimento e il finale della vicenda…
E l’ambientazione? È fantastica o ti sei ispirato a luoghi reali?
È reale, ispirata al mio paesello natio e al periodo della mia infanzia, perché è ambientato negli anni Settanta del XX secolo. Non ho fatto fatica a scriverne la storia perché l’ho farcita di ricordi e sensazioni che avevo dentro da sempre, benché i personaggi della vicenda siano completamente inventati
Mi è piaciuto davvero tanto questo tuo romanzo e sto per iniziare Ami dagli occhi color del mare (L'amore ai tempi del web) ci vuoi anticipare qualcosa anche di questo tuo lavoro?
Anche questo romanzo è ispirato a cose che mi toccano molto da vicino, perché ho raccontato la storia della migrazione di mio nonno paterno in Argentina, collegando le sue vicende alle esperienze che personalmente ho provato nel visitare il Giappone di oggi. Sono due mondi diversi e lontani fra loro nel tempo e nello spazio, ma ho cercato di collegarli descrivendo una vicenda che lascia le cose in sospeso fino all’ultima pagina. Saranno poi i lettori a giudicare se l’intreccio fra due mondi così diversi è riuscito bene oppure no. Mi sono divertito a scrivere questo romanzo anche perché ho dovuto dedicarmi a una piccola ricerca storica sull’emigrazione del primo Novecento in Sudamerica, dando libero sfogo alla mia grande passione per la storia. Spero che anche i lettori possano trovarlo interessante
Parliamo ora dell’ultima tua creatura: Norsemen, per la quale ti voglio fare subito i complimenti per l’affascinante copertina. Raccontaci un po’ di cosa parla.
Dopo i primi due romanzi, scritti in breve tempo anche perché in parte sono autobiografici, ho voluto dedicarmi a un romanzo di genere diverso, calandomi in un’ambientazione che ho sempre amato, quella delle saghe nordiche. Per non cadere nei soliti cliché su Thor e Odino mi sono però inventato una lettura diversa dei miti scandinavi, andando alla ricerca di personaggi minori, ma non per questo meno interessanti dei soliti noti. Anche in questo caso mi sono divertito molto a scrivere la storia, che definirei un fantasy d’avventura con venature romantiche. Niente di particolare, ma la trama è variamente complessa e cerca di catturare l’attenzione del lettore con l’azione ma anche  tramite la personalità dei protagonisti, che mi piace sempre descrivere con una certa cura, indipendentemente dal genere in cui scrivo
Potresti postare  un estratto per darci un assaggino inedito del tuo ultimo lavoro?
Volentieri, spero non sia troppo lungo:
…Appena tornati in casa, Adam la depose a terra, al che Vanadis si appiattì contro il muro del soggiorno dicendogli: «Non ne posso più di tutto questo sangue... Ma che cosa succede? Che cosa volete tutti quanti da me? Che cosa ho fatto per meritarmi tutto questo? Io non ne posso più!»
«Hai perfettamente ragione» le rispose Adam mentre cercava di sprangare ogni porta e ogni finestra, «ma io non so che farci, purtroppo. Se siamo in guerra, dobbiamo combattere.»
Senza muoversi dal muro, lei lo guardò dritto in volto, poi disse ancora: «Ma quale guerra? Io non ho fatto niente a nessuno... Parlava sul serio quel pazzo quando diceva che tu mi tieni in vita solamente perché vuoi seviziarmi? E cosa intendeva quando diceva che sarei una mutante? E tu chi sei realmente Adam? Perché non mi vuoi spiegare nulla?»
Nel sentire Vanadis incalzarlo con tutte quelle domande, lui si abbandonò in poltrona passandosi nervosamente una mano tra i capelli, poi la guardò negli occhi dicendole: «Secondo te, ti avrei difeso così strenuamente e mi sarei preso cura di te solamente per poterti seviziare in libertà? Andiamo, dai, sei decisamente più interessante da viva che non da morta.»
«Allora dimmi perché hai deciso di difendermi anziché uccidermi? Ho capito che tu sei come loro. Sei uno di loro. Perché ti comporti in modo diverso? Questo non me lo hai ancora spiegato.».
Adam abbassò il capo senza dire nulla, appoggiò i gomiti sulle ginocchia, si portò le mani alla testa e guardò in basso, verso il pavimento. Poi si voltò verso Vanadis: «Purtroppo non posso darti una risposta, perché non la conosco neppure io...»

Parlaci dei tuoi progetti: hai già in mente un altro lavoro?
Al momento credo la mia vena creativa sia in pausa, anche perché ho da poco completato un altro lavoro, scritto in un genere ancora diverso dai precedenti. Si tratta di un noir psicologico, ambientato nella Milano degli anni Settanta, che vede come protagonista una giovane rapita di notte dalla propria casa e proiettata con la forza nel mondo della droga e della prostituzione. L’argomento è crudo, ma ho cercato di narrare le vicende limitando all’essenziale le scene di violenza e delineando la storia da punto di vista umano, perché di questa vicenda è  ciò che più volevo mettere in luce
Ti ringrazio per il tempo dedicatoci e in bocca al lupo per la tua carriera di scrittore.

Grazie per l’ospitalità nel blog, è stato un piacevole incontro