giovedì 14 gennaio 2016

Segnalazione Sei Pietre Bianche

Cari lettori , vi segnalo questa nuova uscita dalla penna di Daisy Franchetto buona fortuna all'autrice e ... buona lettura a voi :-) 


Daisy Franchetto
Sono nata quarant’anni fa a Vicenza, città intrisa di grazia palladiana, ma vivo a Torino, città del mistero. Mi occupo di counseling.
La scrittura è una passione nascosta che ho iniziato a coltivare tardi.
Ciò che scrivo nasce dalle esperienze vissute. Il lavoro nelle comunità psichiatriche e per disabili, i viaggi come volontaria in zone di guerra, l’impegno per la difesa dei diritti umani. L’ascolto delle persone in difficoltà e, prima ancora, l’ascolto di me stessa. Il mondo onirico e la ventennale attività di scavo nella mia psiche.
La scrittura mi rende una persona migliore.

Pubblicazioni
Dodici Porte è il romanzo d’esordio. Primo di una trilogia. È stato pubblicato nella sua nuova versione da “Lettere Animate” (febbraio 2015).
Dodici Porte Spin Off (Tre giorni, tre parole) è una novella edita da Lettere Animate (aprile 2015).
Sei Pietre Bianche è il secondo romanzo della trilogia dedicata a Lunar. Pubblicato con Lettere Animate Editore (dicembre 2015).
Sono stati poi pubblicati i seguenti racconti:
-        “Ragnatele” nella raccolta “Obsession” curata da Lorenzo Spurio, edizioni Limina Mentis (2013), sempre lo stesso racconto è pubblicato nella raccolta Short Story 2, edito da Lettere Animate Editore.
-        “Margherite tra i capelli” nella raccolta la “Forza della Diversità”, Edizioni Montag (2013)
-        “Bottiglie di cielo”, racconto pubblicato dalla rivista letteraria “Euterpe” numero 12, 2014
-         “Teoria della Creatività”, racconto pubblicato dalla rivista “Coachmag” numero 13, 2014
-        “Ombra e Luce”, per la raccolta Short Story 1, Lettere Animate Editore, aprile 2015
-        Sempre insieme, ricordi? , racconto per la raccolta horror Buio, Lettere Animate Editore ottobre 2015

Gestisco un sito, www.daisyfranchetto.com e la pagina dedicata alla protagonista di Dodici Porte




Autore: Daisy Franchetto
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: Fantasy
Lunghezza: 328 pagine
prezzo: 1,99 euro

Link utili

sito

 http://www.daisyfranchetto.com

pagina Facebook

https://www.facebook.com/iosonolunar

booktrailer

https://www.youtube.com/watch?v=1FzroLf9oYw

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                        Sinossi

Pensato come proseguio di Dodici Porte, primo romanzo della trilogia che ha come protagonista Lunar, Sei Pietre Bianche è stato concepito con una narrazione che lo rende un romanzo indipendente, che può essere letto e apprezzato anche da chi non conosce il primo episodio.

Sei pietre bianche che circondano un obelisco nero.
Sei varchi dimensionali.
Un nuovo viaggio alla scoperta delle proprie origini.
Un bambino da salvare, una Dimensione corrotta da una materia oscura, un Amore che ha atteso cento anni per potersi annunciare.
Lunar è tornata.

A tre anni dall'esperienza nella Casa e dalla violenza che l'ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita  da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad,  su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l'anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti.
Dopo l'ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c'è l'amico Sinbad a ricordarle chi lei sia.
Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e  il suo amico a quattro zampe  a contatto con le Dimensioni parallele.
Lunar e Sinbad, con l'aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rapprensentati da sei lapidi bianche.
Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti.
Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell'inconscio.



Un sogno ricorrente.

Ancora una notte, ancora quel sogno, ancora quelle immagini.
Sempre lo stesso, da tre anni. Ogni volta si aggiungeva un particolare che completava il quadro, ogni volta si svegliava con la stessa nostalgia e la voglia di tornare a casa. Anche se non sapeva dove fosse, ormai, la sua casa.
Il sogno iniziava sempre allo stesso modo. Vedeva i suoi piedi decorati con bellissimi tatuaggi color argento. Camminava calpestando candida sabbia, morbida come velluto e fresca. Le minuscole pietre che si mescolavano alla distesa sabbiosa riflettevano i bagliori notturni, allora alzava il capo a contemplare il cielo, sconfinato. Una stella cadente solcava la volta celeste, lasciando una scia luminosa che si dissolveva riassorbita dalla notte. All’orizzonte le Tre Lune sorgevano allineate. Tornando ad abbassare lo sguardo, poteva osservare la vastità del Deserto di Muna, volgendosi a est, l'immenso Bosco degli Alberi Neri e a nord in lontananza la sagoma scura del Palazzo con le sue guglie e le torri.
Una risata sgorgava argentina dal centro del suo cuore. Ecco la sua casa, ecco il regno cui apparteneva. Poi una scossa sotterranea la faceva trasalire e un brivido le percorreva la schiena. Guardando a terra vedeva con orrore che la sabbia aveva lasciato spazio a una voragine che correva lunga e profonda verso il Palazzo.
La crepa nera sembrava portare al centro stesso della terra. Lei restava a guardare inorridita l’oscurità, mentre una voce tetra saliva dal nulla.
Si svegliava proprio prima di cogliere ciò che la voce diceva. E fu a quel punto che si svegliò anche quella notte.
Riaprì gli occhi di scatto sentendosi perfettamente sveglia e lucida, assalita da quel desiderio viscerale di raggiungere la terra sognata, di salvare quel che restava di un mondo perduto.
Rimase sdraiata e immobile ad ascoltare il ticchettio incessante della pioggia sul lucernario. L’appartamento in cui abitava da qualche mese era immerso nel buio.
Sinbad era sdraiato al suo fianco, il costato si gonfiava e sgonfiava al ritmo tranquillo del respiro.
L’animale aprì gli occhi. «Non riesci a dormire?»
«Ho fatto di nuovo quel sogno, ma non capisco mai cosa dica la voce.»
«Non avere fretta» la ammonì il cane.
«Dopo tre anni che faccio lo stesso sogno? No, non c’è fretta» rispose lei sarcastica.
«Abbi pazienza Lunar. Il tempo è ormai prossimo.»
«Speriamo» sospirò lei «proverò a dormire ancora un po’.»

Fuori la pioggia continuava a cadere sottile, mentre il destino tesseva il disegno che, di lì a poco, avrebbe travolto nuovamente le vite di Lunar e Sinbad.