venerdì 15 aprile 2016

12 porte, recensione



Titolo: 12 porte
Autore: Daisy Franchetto
Formato: ebook
·        Lunghezza stampa: 318 pagine
Prezzo: 1,99








L’AUTORE: 










Daisy Franchetto è nata a Vicenza e vive a Torino con il marito e il figlio. Dopo aver lavorato per dodici anni con portatori di handicap e persone affette da disturbi psichiatrici, negli ultimi anni si è dedicata all'attività di counseling.


Dalle esperienze lavorative, dai viaggi in Africa e dal continuo percorso di analisi personale nascono le sue storie. I personaggi e gli ambienti che popolano i suoi libri sono rivisitazioni di archetipi che rappresentano i meccanismi della psiche umana.

La scrittura è una necessità che coltiva come una sorta di dialogo interiore. Nel 2009 comincia a scrivere quello che sarà il suo primo romanzo e che, ben seguito dall'agenzia letteraria Contrappunto, troverà pubblicazione presso le Edizioni Montag.

Così, nel dicembre del 2012 Daisy Franchetto esordisce con 12 Porte, il primo romanzo di un'ideale trilogia. Non convinta del risultato, rimette in discussione il suo lavoro e lo ripubblica in una nuova versione, ancora più matura, nel febbraio 2015 presso Lettere Animate, una casa editrice giovane, attenta sostenitrice della creazione letteraria e del dialogo culturale.




Sinossi:





Dodici porte” è una lunga fiaba che si snoda attraverso dodici passaggi simboleggiati dalle porte che la protagonista (Lunar) supera, trovandosi a conoscere di volta in volta luoghi e dimensioni diverse. È un percorso di guarigione, ma anche un viaggio iniziatico alla scoperta delle sue reali origini. I personaggi e i luoghi incontrati rappresentano simbolicamente parti psichiche della protagonista e manifestazioni del percorso da compiere per superare il dolore legato al trauma subito.
Lunar è una giovane, vittima di violenza. La notte stessa in cui si consuma il terribile episodio si trova a bussare a una porta in cerca di aiuto. È la porta della Casa. Le apre una strana donna accompagnata da un animale speciale. È questo il primo contatto di Lunar con una dimensione interiore che non credeva esistesse. La giovane tenterà di far fronte al periodo di dolore e di angoscia che la aspetta contando sulle sue forze e sull’aiuto della famiglia, ma quando si ritrova faccia a faccia con il suo carnefice, si rende conto di aver bisogno di un aiuto ‘particolare’.
Inizia così il percorso di guarigione all’interno della Casa, alla scoperta di personaggi e luoghi fantastici: i contenuti della sua psiche, ma non solo.



RECENSIONE: 

La cosa che mi ha colpito di più in questo romanzo è la realtà raccontata per mezzo della fantasia: si toccano temi delicati come la violenza sessuale, eppure si tratta di una fiaba, delicata e forte al contempo. È l’avventura fantastica di Lunar che viene catapultata in altri mondi, ma è anche e soprattutto la storia di una vittima che percorre una lunga via che la porterà alla guarigione.

Ma non fraintendete: la fantasia non è un camuffamento della realtà, non svia chi legge, anzi fa forse più riflettere che se i fatti fossero stati esposti in modo crudo e brutale.

È il viaggio di Lunar, un viaggio fantastico e introspettivo che ce la mostra fragile e viva. È un viaggio pieno di simboli, fantastico sì quindi, ma che riporta alla psicologia e alla interpretazione dei sogni: una riabilitazione raccontata attraverso metafore potremmo definirla.

Lunar dopo la violenza trova riparo in una casa, dove l’accoglie una strana donna con gli occhi doro, che parla con un lupo, anzi una lupa: la Loba. Lunar crede di aver sognato, risvegliatasi in ospedale, ma pian piano capisce che non è un sogno e che anzi, dovrà tornare alla casa (la sua psiche?) e varcare le porte che da essa si snodano, per poter arrivare a una guarigione che non potrebbe arrivare da sola. La loba, che simboleggia la parte ancestrale di Lunar, le dà la forza di affrontare ogni porta, accompagnandola al varco.


L’autrice ha, a mio avviso un’ottima capacità di descrizione: mi ha trasportato nei luoghi da lei immaginati e architettati, dove i personaggi si muovono e mi è sembrato di vederli davvero. Ritroviamo tutti i personaggi delle fiabe, compresi elfi e folletti, ma con la consapevolezza che celano un percorso molto più reale di quanto si possa pensare. Particolare rilevanza ha il male, che in questa storia ( come nella vita-reale ed onnirica di ognuno di noi) assume molteplici forme. Direi che il nodo centrale della storia è il viaggio , fisico per Lunar, ma interiore in una lettura dalla chiave psicologica, un viaggio che porta al cambiamento , donando una nuova vita, una nuova consapevolezza di essere. Una storia che merita di essere letta e interpretata.

Stile: Lo stile di scrittura è molto curato, senza eccedere nel ridondante; come ho già detto, mi è piaciuta la capacità di descrivere e trasportare dell’autrice. Forse la narrazione è a tratti un po’ lenta e forse la storia si poteva un po’ snellire, essendo abbastanza corposa.



Consigliato.

È un libro capace di portarti con sé, di farti evadere e immergere completamente nei luoghi narrati, ma anche di far riflettere ed emozionare