venerdì 3 marzo 2017

Intervista al blog Bookish Girls


 

Oggi intervistiamo due ragazze appassionate di libri, Marty e Alice, che animano insieme il blog Bookish Girls, che trovate qui

 

Benvenute e grazie per aver accettato questa intervista. Chi siete nella vita di tutti i giorni?

Marty: Grazie a te per averci permesso di farci conoscere. Io son Martina, una ragazza di 30 anni, convivo con il mio compagno da una paio di anni e son zia di quattro favolosi nipotini.

Alice: Buongiorno e grazie per averci ospitate. Allora, sono una traduttrice freelance, mi piace leggere, cucinare e parlare con la gente. Infatti passo il 90% del mio tempo su Facebook, Whazzapp e altri social, sia per il blog che per me stessa. Esco solo se obbligata! Non avendo un lavoro fisso, posso gestire il mio tempo come meglio credo.

 


Che posto hanno i libri nella vostra vita?

Marty: Sono il mio rifugio. La mia ancora di salvezza, il mio svago, la mia passione e la mia valvola di sfogo dalla vita reale.

Alice: I libri hanno un importanza enorme per me. Nei momenti bui leggo come se non ci fosse un domani. Posso passare giorni a leggere e recensire. Invece ci son periodi (come ora per esempio), che non leggo quasi mai, perché i libri non mi ispirano. Non trovo un input per andare avanti. Possono essere storie con voti alti, ma a me non danno quella voglia di continuare.

 

Perché avete deciso di aprire un blog letterario?

Alice: Andando su Blogger un giorno mi son detta ma sì, prova! E ho creato il sito. Poi mi son resa conto che da sola non potevo farcela, dunque ho chiesto alla Marty se mi dava una mano e quest’avventura è nata. Ma sinceramente l’ho aperto perché adoro leggere e dire cosa penso.

Marty: Semplicemente perché sentivo e sento tuttora la necessità di parlare dei libri che leggo, per confrontarmi con altri e soprattutto per consigliarli e a mia volta farmi consigliare. Nella vita reale fatta di lavoro-casa, casa-lavoro parlare con colleghi o familiari delle proprie passioni librose è impensabile soprattutto perché nell'ambiente familiare quasi nessuno legge e nell'ambiente lavorativo si è talmente assorti dalla propria mansione che già trovare affinità tra colleghi è raro, figuriamoci aver raffronti sui libri... si sa poco o nulla dei colleghi o delle loro passioni. Purtroppo nella vita reale è difficile parlare di libri, trovo che farlo online da blogger e a mia volta da lettrice di altri blog sia più facile, trovi le persone che hanno la tua stessa passione.

 

Qual è il genere che preferite leggere e recensire?

Marty: Amo leggere principalmente Romance e New Adult. Preferisco i libri autoconclusivi, ma purtroppo la maggior parte delle mie letture sono romanzi in serie, ormai quasi tutte son così.

Alice: Amo recensire gli inediti. Adoro leggere in inglese e francese, che sono le mie lingue. Ma non disdegno neanche i dark, con personaggi molto violenti ma con una carica forte di passione!

 

Leggete e recensite anche altri generi?

Marty: Certo, ogni tanto ho bisogno di cambiare, dipende dal periodo, o dalla trama di un libro che mi interessa, o da qualche altra blogger che mi consiglia una lettura.

Alice: Ho recensito anche Fantasy… devo dire che non mi dispiacciono però ho dei problemi con questo genere. Non mi attrae. La storia per essere nei miei gusti personali deve essere romantica, con almeno un pizzico di erotismo. E se ci aggiungi del Dark ancora meglio!

 

Vi definireste "buone" o "cattive" con gli autori?

Marty: Mi definirei schietta, se un libro non mi è piaciuto lo dico senza farmi troppi problemi. A volte la bozza della recensione devo rivederla più volte, specie in caso di giudizio negativo, perché non voglio render la mia opinione troppo malefica (cosa che in prima battuta mi riesce benissimo). Una recensione positiva invece con me va sudata, nel senso che non sono quasi mai larga di manica, quindi una recensione 5 farfalle su 5 è cosa ben rara.

Alice: Hmm... direi che sono metà e metà… dico quello che penso. Che sia nella buona o nella cattiva sorte. La cattiva del blog è la Marty! ;)

 

Cosa pensate del self publishing? Lo considerate un'alternativa valida alla pubblicazione da parte di un editore?

Marty: Certamente, ci sono libri favolosi che son self publishing e che meriterebbero di essere letti più di altri libri pubblicati dalle case editrici che non valgono nulla. È sempre motivo di orgoglio per me quando un libro letto in self poi viene acquistato da una casa editrice, soprattutto se adoro lo stile e le storie del/la scrittrice/scrittore. Poi c'è la categoria di “scrittori improvvisati” che con il self hanno fatto un danno ai colleghi, a mio parere tanti si son convinti di potere far parte di questa categoria perché capaci di mettere insieme delle parole attaccate tra di loro con una trama decente come contorno, ma le loro letture non valgono nemmeno la spesa di pochi cent. Scrivere è un arte, pochi ne son capaci, creare storie avvincenti, dialoghi che ti appassionano e personaggi con cui entrare in empatia non è da tutti. Io non ne sarei capace e lo ammetto senza offendermi.

Alice: Sì, penso che il self sia una buona cosa per farsi conoscere. Però anche lì… Tutti possiamo scrivere, ma non tutti sappiamo scrivere.

 

Se un libro non vi piace, lo recensite lo stesso?

Marty: Quasi sempre si, un paio di volte però m'è capitato di non recensirlo per non perdere nemmeno il tempo di dare un'opinione al libro, per poter far altro. Mi spiego meglio: una recensione non si scrive in pochi minuti, va ponderata ogni parola per rendere al meglio la tua opinione, se poi il libro non m'è piaciuto la riguardo cento volte per non sembrare offensiva. Quindi in alcuni casi mi son detta... chi me lo fa fare di perdere tempo su un libro che per me non vale nulla?

Alice: Certo, magari metto una stella o due oppure se è il caso scrivo DNF (do not finish / Non finito), però lo faccio! Recensisco sempre!

 

Un parere per orientarci: secondo voi, cosa occorre a un libro oggi per attirare l'attenzione in un mercato così affollato?


Marty: (1) Una trama diversa, o almeno contenuti diversi. Ormai le trame son sempre le stesse, va bene che i personaggi cambiano e anche le ambientazioni, ma a volte la scontatezza di quanto si legge è disarmante. (2) Le duologie, le trilogie, le serie hanno stancato: un buon libro può essere anche autoconclusivo. Le attese di anni spesso mi invogliano a non acquistare libri di volta in volta ma ad attendere che la serie sia conclusa per acquistarla, preferisco il "malloppone" a 8 libri striminziti. (3) Il titolo intrigante e non banale, e lo stesso vale per la copertina. Trovo mille volte più intriganti i titoli e le copertine americane: mi chiedo sempre perché cavolo in Italia non le lascino uguali, quando i libri vengono acquistati e tradotti da una casa editrice.
Alice: Direi che per piacere un libro deve essere scritto bene, dare la suspense, dare emozioni contrastanti. Deve saltar fuori dalla massa per la sua unicità! Ora, come ho già detto, spesso mi ritrovo a leggere libri che non mi piacciono perché mi sembrano tutti copie di altri. Non trovo nulla di nuovo. Spero di scovare presto qualche novità! 

Clara Cerri