sabato 7 gennaio 2017

segnalazione : Odio, Andrea Ferrari

Eccomi di ritorno da voi,
apriamo con una nuova segnalazione


Titolo: Odio.
Autore: Ferrari Andrea.
Editore: 96 rue de la Fontaine edizioni.
(link):
http://www.ruedelafontaineedizioni.com/  
ISBN: 9788899783075
Data di pubblicazione: 06/2016
Genere: Narrativa moderna.
Pagine: 90
Prezzo: 11 euro (cartaceo)

Sinossi:
Andrea sembra incominciare senza particolari intoppi la sua vita. Tra avventure sentimentali, preti poco professionali e qualche incontro fuori dalle righe, troverà già in giovane età la donna della sua vita. In seguito, però, tutto andrà per il peggio e tra fughe dall'Italia, lavori mal pagati e internamenti in strutture psichiatriche, dovrà affrontare la desolazione che attanaglia chiunque approcci questo mondo.
Il lavoro seppur inventato è fortemente introspettivo e attinge a piene mani dall'esperienza di vita dell'autore. Il linguaggio a volte crudo è una precisa scelta dell'autore.

Bio dell'autore:
Nato a Reggio Emilia, nel 1986, si diploma geometra e sceglie di continuare gli studi, iscrivendosi a Psicologia. Abbandonata l'università, viaggia in tutto il Nord Italia per inseguire la sua passione per i concerti. In quel periodo, terrà un diario che pubblicherà sul suo blog personale, seguito da diversi lettori fissi. Nel 2007 si ammala e smette di scrivere. Più avanti comincia a studiare chitarra elettrica e in seguito batteria, nel 2013 riprende con la scrittura e scrive un romanzo. Quell'opera viene ideata durante un ricovero psichiatrico e, una volta spedita, riceve due proposte di pubblicazione. Andrea non si sente pronto e le rifiuta entrambe.

Successivamente scrive altri romanzi e vari racconti. Nel 2016 scrive "Odio" che, riceve una proposta di pubblicazione dall'editore 96, rue de-la-Fontaine Edizioni, diventando così uno scrittore esordiente.
I suoi scrittori preferiti sono Irvine Welsh e Charles Bukowski. Le sue seconde grandi passioni sono la musica e il cinema.

Estratto:
“Era giorno, forse le due del pomeriggio, ma io non potevo rendermene conto. Ero chiuso in casa, disteso sul letto, poi seduto. Le gambe incrociate, in preda alla paura più folle, con il pene quasi perennemente in tiro per le continue immagini che passavano nella mia testa. Ritratti di donne nude e forse morte, in situazioni agghiaccianti; forse era proprio quello a eccitarmi. La masturbazione era uno degli unici due mezzi che utilizzavo per sfogare il terrore che mi attanagliava e lo stress mentale dovuto dalla situazione: continuavo a eiaculare. Mi addormentavo per quaranta minuti e al mio risveglio ci davo dentro, ma non provavo quasi alcun piacere dopo la quarta o quinta volta; era solamente un’ossessione.
L’atro mezzo con cui lasciavo che intere giornate scorressero era il sonno: penso d’essere quasi andato in overdose da sonniferi. Ne prendevo almeno quattro al giorno e l’effetto era garantito.
Guardavo fuori dalla finestra e vedevo auto di vario colore e dimensioni, da un grosso furgonato bianco a semplici utilitarie, passare sotto casa mia. Ero convinto che fossero dei mezzi sotto copertura, pieni di agenti di polizia pronti a uccidermi.”

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