venerdì 27 febbraio 2015

articolo sul momento di scrivere: scrittori e social....


libri in rete

Scrittori in rete



scrittore internet
Eccoci qua, noi neo scrittori, gettati, invischiati, catapultati più o meno attivamente nella rete. Come utilizziamo questo strumento? Quanto è utile e quanto invece dannoso?
Eh sì, oggi mi gira di scrivere un articolo un po’ particolare, nato da mie riflessioni su tutto ciò che circonda il mondo di un aspirante, neo o navigato scrittore.
Partiamo dall’inizio: voglio scrivere un romanzo. Tempo addietro dopo l’idea iniziale (be’, quella ci vuole sempre) me ne andavo in biblioteca, o a fare interviste alla gente o divoravo ogni libro o giornale che trattasse l’argomento. Non troppo diverso da quello che faccio oggi, l’unica differenza è che oggi posso farlo comodamente seduto sul mio divano. E non sto parlando di tempi da dinosauro (non sono così vecchia), di prima che esistesse internet, parlo di pochi anni fa, quando le informazioni in rete erano molto inferiori e le connessioni più lente ( e le tariffe meno vantaggiose!). La quantità d’informazioni in rete oggi è pazzesca, io per il mio Phoenix ho scovato di tutto in rete, comprese le immagini video della prigione della STASI e le riprese in diretta dei monti Appalachi.
Ora, una volta raccolte abbastanza notizie posso iniziare a scrivere, ho la possibilità di consultare innumerevoli guide, per ogni gusto e stile, basta sceglierne una o fare un mix tra quelle che mi sembrano più consone al mio modo di scrivere.
Ma la vera opportunità, a mio avviso, viene dai social.
socialVoglio esercitarmi? Ricevere giudizi? Ci sono piattaforme di scrittura con contatto e commento del ‘pubblico’, gruppi in cui partecipare ad esercizi collettivi. Ce ne sono di tutti i generi e per tutti i gusti. Si cresce incredibilmente grazie al confronto con gli altri. Ricevere critiche immediate al proprio lavoro innesca un meccanismo di messa in discussione, di ricerca personale e di voglia di migliorare, che fa fare passi da giganti.
Sotto questo aspetto i social sono un arricchimento, una miniera d’oro da sfruttare. Già la possibilità di conoscere gente con le tue stesse passioni e interessi. Parliamoci chiaro, chi di voi è tanto fortunato da poter parlare col suo amico che è venuto a prendere un caffè del problema del POV o dell’INFODUMP? O del dilemma tra self e case editrici a pagamento? Pochi, eh? Invece quanti di voi possono farlo in rete? Quante persone avete potuto conoscere, anche solo virtualmente, che considerate addirittura amici? Io parecchie, e ne sono felicissima.
Parliamo dei gruppi a tema, parlo di gruppi appositi, non solamente amici virtuali con cui scambiare battute o vignette, parlo di luoghi e persone con cui condividere la nostra passione.
Personalmente ho due distinte opinioni riguardo questi gruppi e molto dipende da come sono gestiti: Quelli che trovo aridi, che non mi fanno crescere come persona e come ‘scrittrice’ sono i gruppi di ‘spam’ quelli in cui ognuno arriva, scarica il link e sparisce veloce come un razzo, senza soffermarsi a leggere gli altri, senza presentarsi e interagire. Non so nemmeno quanto funzionino a livello di pubblicità, perché se tutti postano senza leggere, chi è che noterà il nostro link?
Frequento molto poco questi gruppi e quando lo faccio cerco di leggere prima i post degli altri, di commentare, di cercare un contatto con qualcuno, ma devo ammettere che spesso si trovano sempre gli stessi link, sempre delle stesse presone, sempre identici e passa ogni voglia.
Molto spesso questo non è colpa nemmeno degli amministratori dei gruppi, ormai arresi allo spam selvaggio. Anch’io gestisco delle pagine facebook e devo ammettere con amarezza di aver dovuto fare la ‘maestrina’ bacchettona e rimproverare o cancellare post di persone che venivano a scaricare link senza interagire. (per non parlare di materiale non attinente o pornografico)
Il secondo tipo di gruppi on line sono quelli in cui c’è effettivamente uno scambio, parlo dei più seri e ‘professionali’ gruppi di linkedin, in cui ognuno posta una domanda, uno spunto, e ci si confronta ( più o meno civilmente) o i gruppi più alla buona su facebook o google +, in cui si parla un po’ di tutto, ma con prevalenza di tematiche sulla scrittura, in cui ci si confronta e ci si dà consigli di ogni tipo. In questo tipo di gruppo ho trovato molte amicizie, oltre che ottimi consigli e dritte sul mondo dell’editoria e della scrittura. Nel mio preferito per esempio, si spazia dai consigli sull’editing o sulla promozione, ai commenti sulle letture dei libri degli autori del gruppo stesso, con consigli, lodi e anche critiche. Si cerca di aiutarci a vicenda nella giungla in cui ci si è tuffati pubblicando un libro.
Vorrei consigliare ad ogni aspirante scrittore di scegliere e frequentare un gruppo del genere, perché si possono imparare molte più cose in questi luoghi virtuali, che in letture su letture di materiale specifico, che spesso nemmeno si trova per alcune tematiche troppo specifiche o troppo nuove.
Oltre a questo l’intrecciare amicizie, il leggersi a vicenda e commentare, ed anche criticare i propri lavori è qualcosa che non ha prezzo in termini di miglioramento e voglia di mettersi alla prova.
Tirando le somme, credo di poter affermare tranquillamente che la tecnologia, anche nel campo della scrittura abbia permesso a molti una possibilità, che forse non avrebbero avuto. Unico problema derivante è che, come in tutte le cose, c’è chi sfrutta bene le possibilità e chi no, chi si mette in gioco e cerca di prendere il meglio dall’esperienza, chi invece resta fermo nelle proprie convinzioni. Chi fa scambio e si arricchisce, chi si sente già arrivato e pretende di non essere criticato, di essere ‘acquistato’ senza mai nemmeno leggere. Mi è capitato di inorridire più volte sentendo gente che si definisce scrittore, dicendo però che non legge…. Ma questa è un’altra storia.
E voi che approccio avete con i social?
http://ilmomentodiscrivere.org/2015/02/27/scrittori-rete/