sabato 25 luglio 2015

Intervista Andrea Dilorenzo

Buon pomeriggio amici, 
oggi siamo qui a conoscere un altro autore : Andrea Dilorenzo e il suo 'il balcone'




Autore: Andrea Dilorenzo
Editore: auto-pubblicato con Narcissus
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: drammatico, romance, avventura, suspence
Numero pagine: 291 (Pdf)
Codice ISBN: 9786050347234
Prezzo di copertina: 0,99€
Formato ebook: ePub - Pdf
Dimensioni file: 2869 KB

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/IlBalconeRomanzo




Sinossi 

«Un giorno, senza pensarci tanto, iniziai a mettere nero su bianco un sogno che avevo fatto e che, stranamente, - e non so proprio il perché, poiché il ricordo dei sogni, per quanto possano essere nitidi, si dilegua e si dimentica così tanto facilmente... - non voleva proprio abbandonare i miei pensieri.
La descrizione che feci di quello strano sogno diventò, poi, il prologo e il tema principale de "Il balcone"».

Un balcone che si affaccia sul mare, circondato da un paesaggio surreale, in un luogo non ben definito, senza tempo. Su quel balcone, però, c'è anche una donna avvolta da un'aura misteriosa. E poi un salto nel vuoto, un’esperienza indescrivibile che sfugge a qualsiasi spiegazione logica. Un sogno ad occhi aperti? O piuttosto un'esperienza reale ai limiti del conosciuto?

Due mesi dopo, Andrea, il protagonista di quella strana esperienza, parte alla volta dell’Andalusia, dove aveva già vissuto alcuni anni addietro, per passare il suo compleanno in compagnia di alcuni vecchi amici. Ed è proprio lì che conosce Sarah, una ragazza siriana che si è rifugiata ad Almuñecar, vicino Granada, dopo che la guerra civile le ha portato via la casa e la sua famiglia. Tra i due nasce un amore così improvviso e spontaneo che li porta subito a condividere molto più di una semplice passione e che, forse, in altre circostanze, sarebbe stata destinata a morire con la fine dell’estate. Ma sembra che quell’amore e quell’incontro non siano dovuti soltanto al caso, e Andrea incomincia a credere che quel sogno, forse, non era soltanto un sogno, e che Sarah fosse proprio la donna che aveva visto – o immaginato? - su quel balcone misterioso.
Ma le cose, si sa, a volte assumono dei risvolti imprevisti, e la tranquillità viene sconvolta da eventi ineluttabili. Andrea si troverà a cercare la verità su quella strana faccenda che, per una qualche ragione a lui sconosciuta, lo assilla ogni giorno di più, e, come spesso accade, gli imprevisti non viaggiano mai soli.



Andrea Dilorenzo è nato a Foggia, nel 1983. Incomincia a suonare 

la chitarra all’età di dieci anni, passione che lo porterà, poi, a 

calcare i palchi di piazze e teatri in Italia e all’estero. Dopo alcuni 

anni vissuti in Spagna e in America Latina, nel 2011 ritorna in

 Italia e affianca alla sua attività di musicista quella di poeta e 

scrittore. Nel gennaio del 2015 ha pubblicato  “Il balcone”, il suo 

romanzo d’esordio. Attualmente è impegnato nella stesura del suo 

secondo romanzo e di una raccolta di poesie dedicate alla sua terra 

natia: il Gargano.



-        Oltre a scrivere, cosa fai nella vita?
Professione? Musicista. Anche se è, prima di ogni cosa, una passione. È così che dovrebbe essere per tutti. In effetti, ho sempre pensato – e, ne sono certo, non solo io - che il lavoro non dovrebbe essere solo una fonte di sostentamento o di arricchimento, ma anche e soprattutto un modo per realizzare ciò che siamo, per contribuire, come esseri umani, chi in un modo, chi nell’altro, alla bellezza che c’è nel mondo, come già fanno altre specie, vegetali o animali che siano. Ma mi rendo conto che non tutti hanno questa fortuna, purtroppo.


-        Cosa leggi nelle ore libere?
Credo che, per ovvie ragioni di spazio, sia meglio dire cosa non leggo o cosa non leggerei per nessuna ragione al mondo: romanzi che hanno la pretesa di essere dei cloni di opere o autori già consacrati - che già di per sé, almeno per me, è un deterrente - e che, nell’intento di far proprio uno stile semplice, diretto e “al passo con i tempi” finiscono con l’essere quasi dei copioni di una sceneggiatura alla “Boldi-De Sica”, tralasciando – a mio avviso - l’aspetto più importante della scrittura, o dell’arte, in generale: una visione propria della realtà, anche irrazionale, se vogliamo, delle cose e delle persone che ci circondano, che è ciò che distingue un artista dal resto degli esseri umani. Per il resto, non ho pregiudizi; sono un lettore vorace: filosofia, psicologia, romanzi storici, poesia, thriller, di tutto, anche se, devo confessare, preferisco i classici.
Archimede disse: “Datemi una leva e solleverò il mondo!”. Se potessi dire io qualcosa, direi: “Datemi un libro e lo leggerò senz’altro” :)


-        Come è nato questo tuo libro? Come ti è venuta l’ispirazione?
Il libro è nato senza che io l’avessi desiderato, anche se può sembrare strano. Che io ricordi, non ho mai avuto di queste velleità, o almeno non ho mai avuto la consapevolezza del desiderio di scrivere.
Poi, una mattina di ottobre di qualche anno fa, feci uno strano sogno. E sebbene non fosse molto più irrazionale degli altri – come, del resto, i sogni di tutti – non riuscivo proprio a non pensarci. Decisi, quindi, di descriverlo su un foglio, e, a poco a poco, venne alla luce quello che, poi, diventò il prologo e il tema principale del romanzo. L’ispirazione non si è fatta attendere, anzi. Ho scritto di getto e senza nessuno schema, né dei personaggi, né degli eventi, senza sapere cosa sarebbe accaduto il momento successivo e ho vissuto il racconto così come potrebbe viverlo il Lettore che si appresta a leggere questo romanzo per la prima volta.


-        Quanto hai impiegato per la stesura? E per la revisione?
Due mesi sono stati più che sufficienti, anche se, dopo un’interruzione durata circa cinque o sei mesi dovuta a una serie di impegni, l’ultima parte l’ho aggiunta nel giro di un paio di giorni, forse tre, sotto l’effetto di un delirio di ispirazione – non saprei proprio come chiamarlo -.
La revisione, invece, mi è costata molta più fatica di quanto avessi potuto mai immaginare. E non parlo in termini di tempo, bensì di pazienza, costanza, dubbi che sorgono dopo l’ennesima rilettura di una frase - o di una parola che suona e non suona, o di un intero paragrafo -, e che ti conducono spesso alle conclusione più drastiche, del tipo: “Ok, cancello tutto”, o peggio ancora: “Fa schifo, meglio se non lo pubblico”, e via dicendo. Chi ha pubblicato almeno un libro sa di cosa parlo.


-        Quali sono stati i passi che ti hanno portato alla pubblicazione?
Non ho trovato molte difficoltà. Per fortuna, e per caso, inciampai su un articolo de “Il fatto quotidiano” che parlava proprio di pubblicazione e Case Editrici. In cima alla lista delle piattaforme di self-publishing c’era “Narcissus”, e non mi ci è voluto molto per decidere.


-        Ebook o cartaceo?
Per il momento è disponibile solo l’E-book, anche se sto pensando di attivare il servizio POD o POS, sempre con Narcissus. Prima di farlo, però, sto aspettando il responso di alcune Case Editrici. Spero di svegliarmi un mattino e trovare una e-mail con una buona proposta editoriale, altrimenti continuerò con il self-publishing.


-        Quando scrivi lo fai:
·       In silenzio
·       Ascoltando musica (se si di che tipo)
·       Al pc
·       Su carta
·       Preferibilmente in che stanza ?
·       Seduto a tavolino o sul divano-letto?
Come chiunque, credo, preferisco scrivere in silenzio. Per essere più precisi, preferirei che il silenzio fosse solo al di fuori della mia finestra, perché, di solito, mi piace ascoltare musica in base a ciò che sto scrivendo. Per esempio, nel romanzo in questione, la narrazione avviene in paesi diversi. Nel caso del Portogallo mi sono lasciato cullare dalla melodia del Fado ascoltando canzoni di Amalia Rodriguez. Scrivo sempre al computer, nella mia stanza. Confesso che ho anche provato a scrivere su carta, ma, a parte la difficoltà che ho avuto in seguito nel decifrare quello che io stesso avevo scritto (in questo momento sto ridendo), mi sono reso conto dei vantaggi che si hanno quando si usa un programma tipo Word o simili, soprattutto per tagliare e incollare passaggi o frasi. Confesso che in quei momenti ho apprezzato ancora di più gli scrittori del passato.



-        Genere del libro?
La prima parte ha un’impostazione tipica della narrativa contemporanea, ed è a tratti drammatico. Ma, a poco a poco, la narrazione prende una piega diversa. Però non voglio anticipare niente, sia per non fare spoiler, sia perché potrei condizionare quello che il Lettore potrebbe percepire o quello che io voglio che percepisca.


-        Raccontaci in breve di cosa parla, cosa ci racconti in questa storia
Come ho detto precedentemente, tutto inizia da un sogno che ho descritto nel prologo. In questa strana “esperienza” - poiché non è ben chiaro se sia stato proprio un sogno – Andrea, il protagonista, si trova su un balcone che si affaccia sul mare. Il paesaggio circostante e il balcone su cui si trova sono avvolti da un’aura misteriosa e inintelligibile, così come la donna che lo presiede.
Due mesi dopo, Andrea parte alla volta dell’Andalusia, dove aveva già vissuto precedentemente, per passare il suo compleanno in compagnia di alcuni vecchi amici. Ed è proprio lì che conosce Sarah, una ragazza siriana che si è rifugiata ad Almuñecar, vicino Granada, dopo che la guerra civile ha distrutto la sua casa e la sua famiglia. Tra i due nasce un amore così spontaneo che li porta subito a condividere molto più di una semplice passione che forse, in altre circostanze, sarebbe destinata a finire con l’estate. Ma sembra che quell’amore e quell’incontro non siano dovuti soltanto al caso, e Andrea incomincia a credere che quel sogno forse non era soltanto un sogno, e che Sarah fosse proprio la donna che aveva visto su quel balcone misterioso. Ma le cose, si sa, a volte assumono dei risvolti imprevisti, e la tranquillità viene sconvolta da eventi ineluttabili. Andrea si troverà a cercare la verità su quella faccenda e anche su se stesso.



-        Perché dovremmo leggerlo?
Premetto che, nel bene o nel male, sono solo le emozioni che ci fanno sentire vivi. Credo sia preferibile una vita di sciagure, piuttosto che una vita piatta, arida, chiusa nella gabbia della routine, intrappolata proprio in quella sicurezza che aneliamo così tanto. E sono fermamente convinto che un libro debba suscitare nel lettore fondamentalmente due cose: emozioni e domande. Ecco perché dovreste leggere “Il balcone”, perché vi farà emozionare, come ha fatto emozionare me quando l’ho scritto, e perché non vi offrirà nessuna verità preconfezionata o creata ad hoc per l’occasione, ma – e lo spero con tutto il cuore! – solamente domande, per chi saprà coglierle. E non me ne vogliate se qualcosa potrà sembrarvi banale, ma il compito dello scrittore credo che sia anche quello di ricordare, a chi lo ha dimenticato, che le cose che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni sono proprio quelle che, molto spesso, rimpiangiamo quando le perdiamo.

-        Cosa dicono i lettori? Proponici qualche recensione.
Devo fare un’altra piccola premessa: la vendita non è mai stata una delle mie doti, anzi, tutt’altro; forse non riuscirei a vendere neanche una bottiglia d’acqua fresca a un assetato nel deserto, poiché, nel presentargliela, l’analizzerei fino a trovarne, senza volerlo, anche i difetti più insignificanti, forse per una mia velleità di perfezionismo. E, forse, per questo motivo, il romanzo che ho scritto non è giunto negli eReader – in questo caso – di molti lettori (almeno, non ancora). Per fortuna ho ricevuto almeno una recensione tra quelle persone che hanno deciso di acquistarlo, e approfitto per ringraziare proprio Nadia, che scrive: “A volte sono i libri a scegliere noi e non il contrario. Con 'Il balcone' è stato così. Una coincidenza. Un'attrazione”.

-        Cosa bolle ora in pentola? Progetti per il futuro?
Come capita, credo, a chiunque abbia scritto un libro, non mi sono fermato al primo e ho deciso di scriverne un altro, sebbene molto diverso dal precedente, sia come trama che come stile. A dirla tutta, ci sono in tutto tre progetti in cantiere, di cui un progetto per il teatro e una raccolta di poesie, dedicati entrambi alla mia terra: il Gargano.


Link per l’acquisto:
http://www.amazon.it/Il-balcone-Andrea-Dilorenzo-ebook/dp/B00RUNN5Z2
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Grazie per avermi dedicato il tuo tempo, aspettiamo i tuoi prossimi lavori,in bocca al lupo! .