domenica 23 novembre 2014

Questa breve storia è nata dall'incipit di Massimiliano Cerreto....





"C'era un'idea accanto a lei, qualcosa che non era ancora arrivato a scivolare sui suoi fogli. Incominciò a scrivere, ma senza aver bisogno d'inchiostro."

Le parole comparivano nero su bianco, sopra le pagine della sua mente. Distesa nel letto dialogava con la propria anima. Come sempre si lasciò trasportare da quell’impulso creativo, quello che precede l’afferrare carta e penna, la vera nascita di una storia. Ma stavolta non era la stessa cosa: non c’erano protagonisti dalle sfaccettate personalità, non c’erano intrighi e misteri, non c’erano favolose ambientazioni e stravaganti espedienti narrativi, c’era lei ed il suo essere, solo lei e i suoi profondi pensieri.  Qualcosa stonava, qualcosa non andava: La protagonista senza volto era terribilmente somigliante a lei, non le solite infiltrazioni più o meno inconsce della personalità di chi scrive, era lei, il suo carattere, le sue insicurezze i suoi problemi, i suoi dubbi reconditi. Era un dialogo che la spaventava più di qualsiasi trama horror, ma ormai  si era innescata la scintilla, ormai non si poteva più tornare indietro e lei lo sapeva fin troppo bene.
Immagini nella sua testa, non create dalla galoppante fantasia che l’aveva sempre caratterizzata, ma flashback della sua vita, eppure non proprio la sua.
La ragazza, più giovane, ma senza l’ingenuità che lei stessa aveva avuto alla sua età, la sbeffeggiava mostrandole gli stupidi errori e i bivi che lei sì, la ragazza senza volto, doveva ancora compiere, ma non colei che la stava immaginando.
Si lasciò portare alla deriva dal dolce gioco del ‘e se invece...
La ragazza era forte, non debole  e timida in modo frustrante e imbarazzante, come era stata lei un tempo, era forte come era lei stessa ora, ma con tutte le possibilità davanti.
Primo bivio: …………… Il film aveva inizio, si mise comoda ad assistere……
Ripercorse ogni tappa, mentre le ore scivolavano via fuori dalla finestra: scelte, fatti accaduti, la sua mente riplasmava le infinite possibilità, creando altrettanti scenari onirici.
Era esausta, i nervi tesi, il sudore che imperlava la fronte inzuppando la sottile camicia da notte. L’impulso creativo, forse spintonato dal sonno, si era trasformato in un incubo: qualunque cambiamento facesse alla sua storia personale, portava ad una catastrofe inenarrabile, lacrime di frustrazione le entravano nelle orecchie scivolando ai lati del volto tirato. Gli occhi chiusi, a tratti spalancati nel buio.
La ragazza nella sua testa se la rideva nei suoi jeans e la coda alta, mentre lei artigliava le coperte.
Poi d’un tratto un respiro, reale e sicuro accanto a lei, la nebbia si diradò insieme al buio, un raggio di sole tremulo passava dalle persiane. Lei si voltò e vide il volto di bimba, sereno nella culla accanto al letto.

Un sorriso compiaciuto comparve sul suo volto. No, non era una storia da scrivere quella, la realtà, nelle infinite sfaccettature e delusioni era di gran lunga da preferire, perché ognuno di quei bivi, che fosse stato sbagliato o meno, aveva portato lei, con il suo respiro dolce, a soffiare serenità nella sua vita. Si alzò canticchiando, desiderosa di dare inizio ad una nuova giornata.