venerdì 10 aprile 2015

Un seguito per il vostro romanzo

http://ilmomentodiscrivere.org/2015/04/10/un-seguito-per-il-vostro-amato-libro/

Un seguito per il vostro amato libro…

Ed eccomi qui, con il foglio bianco che mi attende, il primo dal cambiamento radicale de ‘il momento di scrivere’, cosa è cambiato? Tutto e niente. Io sono sempre io, i consigli che cerco di dare nascondono sempre la stessa passione e desiderio di condividere le mie esperienze. Magari d’ora in poi andrò un pochino più sul personale, cercherò oltre che essere utile, anche di farvi conoscere sempre meglio chi è Francesca.
secondo volumeAttualmente sono alle prese con la stesura del secondo volume di Phoenix e proprio per questo mi sento di condividere con voi dubbi, difficoltà e –spero- soluzioni.
Può sembrare tutto più semplice: i personaggi ci sono già, quasi vivi e pulsanti, con il loro carattere e le loro vicende personali. Basta trovare la via per proseguire la storia e il gioco è fatto…. Ma quando mai! Me ne sto rendendo sempre più conto ora che sono impantanata fino al capo a cercare di dare una direzione alla vicenda.
In primis bisogna essere all’altezza del primo lavoro, meglio ancora superarsi, perché i lettori avranno molte aspettative se hanno deciso di spendere ancora i loro soldi per acquistare il seguito.
Inoltre bisogna far attenzione a muoversi all’interno delle caratteristiche caratteriali dei personaggi, che come detto poco fa, sono già state plasmate nel primo volume. Bisogna farli agire in modo coerente con la personalità che li ha fatti amare dai lettori. E già questo non è semplice, specialmente se la trama è diversa. E andiamo a vedere proprio questo aspetto: la trama deve essere simile? L’ambientazione la stessa? Come possiamo sbizzarrirci? Prima di rispondere dobbiamo partire dal primo volume: la storia è conclusa? Ci sono elementi lasciati in sospeso? Se sì dobbiamo collegarci alla trama principale, procedendo  fino all’epilogo. Se invece il primo volume era autoconclusivo (anche se magari qualche aspetto in sospeso) possiamo sbizzarrirci in trame originali e addirittura altre ambientazioni, avendo cura però di approfondire la vita, i legami, il mondo che circonda i personaggi. Portando il lettore a conoscerli sempre di più. Un po’ come avviene nelle serie televisive, in cui pian piano ci affezioniamo ai personaggi e conosciamo meglio il mondo in cui vivono. Dopo un po’ ci sembra di ritrovare vecchi amici, ci sembra di conoscere davvero i protagonisti. Questo è sia un fatto positivo che un fattore di rischio, perché il lettore potrebbe indignarsi se facciamo agire un personaggio in modo completamente discordante con la personalità che abbiamo costruito.
Altro quesito su cui mi sono arrovellata (lo sanno bene i miei amici del gruppo ‘aspiranti scrittori’ di facebook) è l’inserimento di nuovi personaggi: cosa si aspetta il lettore? Preferisce ‘interagire’ con i vecchi personaggi, con cui è entrato in sintonia o vuole una ventata d’aria fresca con nuovi ingressi? E se si decide di inserirli, quale rilevanza dargli in ordine di trama e pagine cui dedicare loro?
Sono arrivata alla conclusione che affiancare nuove figure a quelle vecchie sia un elemento positivo, devono però essere ben integrate con i ‘vecchi’ personaggi e ben caratterizzate. Per quanto riguarda lo ‘spazio’ da concedergli non so ancora rispondere, proverò a cimentarmi con il seguito di Phoenix, mi direte voi se il risultato sarà gradevole o meno.
Per ora sto lottando con la documentazione serrata dei luoghi e delle vicende storiche, come ho fatto con il primo… penso che, se mai ci sarà un terzo libro lo ambienterò a Manziana (il mio paese) , in un tempo storico che conosco a menadito :-)
Inoltre, mi sembra di conoscere talmente bene i miei Leila e Clay che mi capita di provare irritazione per i loro comportamenti. Proprio per questo ho iniziato a scrivere anche qualcos’altro, tanto per staccare la spina e non andare in overdose con loro.
Lamentele e scherzi a parte, consiglio finale: non prendete sotto gamba la decisione di dare un seguito al vostro lavoro. Può essere anche più difficile che iniziare una storia nuova di zecca.