martedì 30 giugno 2015

Quattro chiacchiere con Thomas Melis


BIO: Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si occupa di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale per lo sviluppo. Ha collaborato con diverse riviste on line, dedicandosi alle analisi degli scenari internazionali e della politica interna. Per Lettere Animate Editore ha pubblicato "A un passo dalla vita", il suo romanzo d'esordio, e lo spin off "Platino Blindato".

Benvenuto !!! Questo lo spazio a te dedicato per ringraziarti dei
 selfie che ci hai regalato per #LeggiUnEmergente.
Vorrei mostrare a tutti chi sei e svelare qualcosa in più sul tuo 
libro.

Oltre a scrivere cosa fai nella vita?“Per cominciare voglio salutare tutti i lettori del vostro blog e ringraziarvi per lo spazio che mi concedete. Nella vita mi occupo di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale, oltre a partecipare alla gestione di un’impresa privata. L’attività professionale è stata per me realmente importante perché mi hanno messo nella condizione di poter scrivere A un passo dalla vita e di pensare, seriamente, a una sua pubblicazione. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia e un master in Relazioni Internazionali, il lavoro nel campo della consulenza mi ha imposto l’esercizio quotidiano e prolungato di ore di scrittura tecnica. Ciò mi ha permesso di costituire un grande bagaglio di competenze teoriche e pratiche attraverso cui dare forma alle mie idee, e agli esempi provenienti dai miei autori di riferimento, nelle pagine che compongono il romanzo. Anche in questo momento, nel quale mi sto occupando della promozione, l’esperienza professionale pregressa mi sta fornendo gli strumenti per agire nel modo migliore”.


Cosa leggi nelle ore libere?
“Il genere letterario che preferisco è sicuramente il noir/hard boiled, ovvero il genere di A un passo dalla vita. Di questo filone amo molto un autore italiano come Massimo Carlotto e un mio conterraneo come Marcello Fois, ma anche stranieri come Don Wislow e Pedro Juan Gutiérrez. Il libro deve poi molto a quello che è stato definito New Italian Epic, di cui il Collettivo Wu Ming, De Cataldo e lo stesso Saviano, secondo la definizione data proprio da Wu Ming 1, sono dei degnissimi rappresentanti. Da questa scuola, peculiarmente e felicemente italiana, ho attinto le idee sugli artifizi letterari migliori attraverso cui manifestare la denuncia sociale celata tra le righe di A un passo dalla vita, che diversamente avrebbe rappresentato una semplice crime story. Non è un debito da poco. Ci sono poi altre opere di teoria politica ed economia, tra le principali, che occupano gran parte del mio tempo di lettura e comprendono classici come il De Cive di Hobbes, o i lavori del professor Luciano Gallino. Dedico una grande attenzione anche alle monografie sulla storia del novecento, ultimamente mi sto documentando molto sul terrorismo rosso e nero dell’Italia degli anni 70. Insomma, sono un lettore piuttosto vorace”.


Come è nato questo tuo libro? Come ti è venuta l’ispirazione?“L’ispirazione è nata semplicemente leggendo la cronaca sui principali quotidiani nazionali e le statistiche sul precariato e sulla condizione della mia generazione. Prendiamo l’esempio della droga, di cui il romanzo si occupa approfonditamente: secondo ricerche svolte da diverse università, la città in cui è ambientato il romanzo, Firenze, vede scorrere al suo interno un fiume, l’Arno, avvelenato dalla droga consumata da molti suoi cittadini. Si parla di uno dei tassi più elevati d’Europa, paragonabile solo a quello di Londra: un dato estremamente allarmante. Se poi vogliamo dare un’occhiata ad altri temi del mio lavoro, la depravazione, la sessualità come mercimonio, possiamo accorgerci come, nel nostro Paese, sono innanzitutto le classi dirigenti a crogiolarsi negli eccessi. Parliamoci chiaro, la cultura del bunga bunga, come l’ho definita nel romanzo, è stata propagandata massicciamente dai mass media per tutto l’ultimo trentennio a favore delle generazioni più giovani, e non ha di certo svolto la funzione pedagogica di cui invece ci sarebbe stato bisogno. Oggi non facciamo che scontare gli enormi errori di ieri che, come italiani, ci stanno facendo pagare i fattori oggettivi della recessione globale a un prezzo salatissimo. Come ho sottolineato in altre occasioni riferendomi al romanzo, è stato un uomo potente e di grande familiarità con l’establishment globale come Mario Monti a definire la generazione dei nati negli anni ’80 “generazione perduta”. La nostra generazione ha perso tutti i treni di un benessere che pareva certo e, soprattutto, promesso”.


Quanto hai impiegato per la stesura? E per la revisione?A un passo dalla vita è nato nel giro di un anno. La storia era nella mia testa almeno dal 2008, ma l’ho racchiusa tra le righe parecchio tempo dopo, impegnandomi quasi ogni giorno per circa dodici mesi. Di questi ne ho passato almeno quattro facendo ricerca, principalmente su questioni prettamente lessicali, studiando, attraverso copioni teatrali e dizionari, la sistematizzazione delle diverse varianti dialettali che ho utilizzato. Un altro elemento di ricerca ha riguardato alcuni testi di economia e finanza, per le pagine dedicate alla speculazione finanziaria e agli squilibri economici in Occidente e in Italia. La stesura vera e propria è durata circa nove mesi, mentre altri tre sono stati necessari per revisionare il testo e limarlo”.


Quali sono stati i passi che ti hanno portato alla pubblicazione?“Credo di aver seguito la tipica trafila dell’esordiente: una volta scritto il libro ho iniziato a inviare delle mail che spesso finivano nel cestino virtuale degli scopritori di talenti delle case editrici italiane. Ho ricevuto anche diverse risposte positive e ho fatto le mie valutazioni, in questi casi si ha sempre paura di perdere il fatidico treno. Quando sono stato contattato da Lettere Animate, invece, ho capito immediatamente che si trattava della scelta giusta per il mio romanzo e per la mia carriera di autore. Ho deciso di pubblicare con loro perché ero sicuro della serietà e del know how che mi avrebbero garantito e posso dire che il grande lavoro che abbiamo fatto assieme ha portato a degli ottimi risultati. Certo è solo un inizio, ma nel panorama editoriale odierno, e soprattutto in quello indie,  credo di avere la fortuna potermi ritenere soddisfatto.”.


Ebook o cartaceo?
“Entrambi. Il formato digitale permette delle soluzioni innovative in termini di risparmio e di gestione degli spazi. Basti pensare che nel mio kindle, attualmente, sono presenti quasi 70 titoli che ho pagato a prezzi irrisori, rispetto al cartaceo, e che occupano sempre quei 10 centimetri per 15 delle dimensioni del lettore. Apparentemente il cambiamento che più ricorda questa dinamica è quello che ha portato tutti noi dall’utilizzo dei compact disk agli mp3. Il libro cartaceo però è un’altra cosa: ha quasi una vita propria, lo si può regalare, prestare, rappresenta periodi di vita del lettore. E queste sensazioni non possono essere trasferite su un dispositivo elettronico. Del resto la mia soddisfazione più grande è venuta quando ho potuto stringere A un passo dalla vita tra le mani nel buon vecchio formato tradizionale. Per questi motivi non credo che il libro scomparirà mai”. 

 
Quando scrivi lo fai:
·In silenzio: rigorosamente in completo silenzio.

·Al pc: al PC ma con affianco schemi, appunti, libri e tante altre cose.

Preferibilmente in che stanza ? Nella stanza che utilizzo come studio, quella in cui solitamente lavoro.

·Seduto a tavolino o sul divano-letto? Rigorosamente al tavolo.


Raccontaci in breve di cosa parla, cosa ci racconti in questa storia
“Il romanzo è ambientato in una Firenze notturna, mai nominata e lontana dai circuiti turisti tradizionali che la caratterizzano. In questo scenario si muove il gruppo di giovani meridionali legati a Calisto, il personaggio principale. Il sodalizio criminale – perché di questo si tratta –, si muove tra la periferia degradata e il glorioso centro storico nel tentativo di scalare la gerarchia del narcotraffico cittadino e godere di tutti i vantaggi che il denaro può permettere. In realtà tale deriva sarà accompagnata, logicamente, da numerosi drammi ai quali parteciperanno anche due speculari personaggi femminili: Tati, organica all’ambiente delle discoteche e delle feste lussuose e degeneri in cui i personaggi si muovono, e Holli, la ragazza che opera nel circuito di attività sociali che si occupano delle vittime del gruppo criminale e nella quale Calisto intravede una redenzione. La storia di Calisto è quella di chi decide di ribellarsi ad ogni costo a una condizione di precarietà percepita come ingiusta e immeritata: di chi decide di farlo violentemente. Se dovessi racchiudere in una sola frase la storia e il senso del romanzo direi che A un passo dalla vita è la storia di coloro che decidono di fare la scelta sbagliata. E Calisto, pur nella sua amletica ambiguità, è uno di questi”.
Perché dovremmo leggerlo?Perché racconta in modo disincantato un mondo che esiste, e che ci circonda, ma che molti sottovalutano o preferiscono non vedere. Perché dà una testimonianza della frustrazione e della rabbia della “generazione perduta” – un simpatico understatement per evitare di dire “generazione fallita” –, la generazione che non avrà figli perché non ha lavoro, quella più preparata e qualificata ma meno pagata e occupata. Infine, lo consiglio ai lettori perché fornisce un piccolo segnale di cosa potrebbe succedere, sempre più spesso e a sempre più persone, se non si dovesse trovare una soluzione – reale e non propagandistica – alle problematiche di cui abbiamo parlato”.  


Cosa dicono i lettori?  Proponici qualche recensione  Ecco alcuni pareri completi di link alla recensione:"Un passaggio consigliato per qualsiasi aspirante scrittore che fatichi a trovare genialità nella propria scrittura". rivistaunaspecie.com Link: http://bit.ly/1CYKVDz"Uno di quei libri che fanno capire quanto talento possa nascondersi dietro la penna di un autore emergente". soleeluna.altervista.org Link: http://bit.ly/1LzaqNp"Niente è scontato, nel romanzo di Melis, i colpi di scena si avvicendano regalando una cavalcata al cardiopalma dalla quale è difficile stancarsi. Istruttivo, senza volerlo essere, né pretenzioso, è il libro che vi terrà svegli la notte, assicurato". sesolosapessidire.wordpress.com Link: http://bit.ly/1JgoiP9"Duro, spietato e schietto in un variegato sottobosco di criminalità e povertà di ideali, regala momenti di azione, di suspense e di poesia, senza perdere mai la luce tetra negli occhi". sognandotralerighe.blogspot.it  Link: http://bit.ly/1CqKa2r""Un libro che fa riflettere sul potere illusorio dei soldi e sull'amicizia". lerecensionidellalibraia.blogspot.it Link: http://bit.ly/1SGzWEp"Se è vero che in un romanzo il linguaggio ha parte fondamentale nel valore di un'opera, qui abbiamo davvero un buon lavoro". ebbrezzadellacultura.blogspot.it Link: http://bit.ly/12J500U


Cosa bolle ora in pentola? Progetti per il futuro?“Non ho ancora valutato seriamente la possibilità di progetti futuri. Al momento sto iniziando a pensarci, raccogliendo il materiale per dare eventualmente forma a un’idea che da un po’ mi ronza per la testa. Posso solo dire che se scriverò un nuovo romanzo lo dedicherò alla mia terra d’origine: la triste e bellissima Sardegna. Diciamo che l’aver scritto Platino Blindato, lo spin off di A un passo dalla vita, mi ha dato la possibilità di utilizzare una nuova tecnica di scrittura e narrazione, diversa dalla prima persona caratteristica del mio esordio. In questo momento, però, sto lavorando affinché la versione cartacea del romanzo raggiunga la massima diffusione in particolar modo nella mia città d’origine. Una volta esaurita questa fase, valuterò meglio cosa fare”

Ti faccio un enorme in bocca al lupo per tutto e ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo .





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