mercoledì 10 dicembre 2014

recensione del mio Phoenix

Ragazzi, sono davvero commossa, una splendida recensione del mio romanzo, che mi fa pensare che vale la pena ogni sacrificio, se si riesce a regalare un'emozione almeno ad una sola persona.... :-)

questo il linkhttp://amicadeilibri.blogspot.it/2014/12/phoenix-operazione-parrot-di-francesca.html

e questo qualche stralcio

L’inizio di questo romanzo è sicuramente esplosivo, accattivante, immediato. La caratterizzazione dei personaggi è fulminante. Su due piedi ci troviamo di fronte Clay Hobbs, alias Blu Shadow, super agente della CIA alle prese con la cattura di un uomo, un russo di nome Egor Vinogradov, che già tre anni prima aveva tentato invano di catturare. Il fantasma del nemico lo perseguita e adesso si ritrova a doverlo catturare mentre l’uomo è ricoverato in un ospedale sotto falso nome, per poi consegnarlo al suo capo. 
L’autrice ci descrive Blu Shadow come un’agente che non passa di certo inosservato agli occhi di una donna. Fisico atletico, sguardo magnetico, a volte celato da un paio di lenti a contatto scure per nascondere il verde incalzante degli occhi, determinazione e sicurezza, senza considerare una sensualità innata. Che altro? Stop, please, direbbe qualcuno. 
Il suo personaggio non poteva essere una passeggiata ed ecco che l’autrice lo complica considerevolmente e devo dire intelligentemente, con una personalità carica di lati oscuri, come le esperienze in Vietnam, che gli hanno provocato un disturbo post traumatico da stress, rendendolo vulnerabile, al limite di comportamenti borderline e atti compulsivi che evidenziano spesso una sostanziale e pericolosa perdita di autocontrollo. ...............Fin dalle prime pagine l’atmosfera è carica di adrenalina. Dico subito che non mi aspettavo una storia così roboante, emozionante, capace di farti scalare velocemente le pagine per scoprire cosa succede. I personaggi sono delineati alla perfezione, e questo è un merito che va riconosciuto senz’altro all’autrice, perché non è per niente facile trovare una simile cura e profondità nella narrazione dell’essenza di un attore da romanzo. Grazie al suo stile e alla sua scrittura, mai superficiale o superflua, inquadriamo immediatamente Clay e Leila come un uomo e una donna agli antipodi per personalità e stili di vita, interessi e segreti, ma percepiamo sin da subito aria di scintilla. 
...........Fughe rocambolesche, avventure al limite della fame e della sete, personaggi che non sono quello che sembrano, figli che tradiscono i padri perché non si sentono parte di un mondo di assassini, vendette e sangue. CIA contro KGB vale a dire anime americane contro anime russe ma in fin dei conti, tutte le spie fanno lo stesso lavoro: quello sporco. 
.................Il rapporto tra Leila e Clay è pazzesco. Si amano e si odiano irrimediabilmente. Attraverso la narrazione in terza persona e il punto di vista onnisciente, conosciamo singolarmente i loro pensieri più intimi, ma se dovessimo limitarci a leggere solo quello che si dicono tra di loro, penseremmo che si odiano totalmente. Eppure la loro relazione è burrascosa. Lei pensa che lui sia matto come un cavallo e lui pensa che lei sia fuori di testa. Più chiaro di così? ...................
Leila e Clay sono personaggi molto particolari e controversi. In romanzi come questo, è facile trovare protagonisti stereotipati e io avevo esattamente questo timore quando ho iniziato a leggerlo. Ma posso dire con sicurezza che la bravura dell’autrice nel tessere la trama e arricchirla di protagonisti di spessore e consistenza, mi hanno fatto dimenticare totalmente quella paura, ritrovandomi a riconoscere che la preziosità di questa storia sta proprio nel trovare protagonisti in grado di spazzare via pericolose banalità e clichè, rivestendosi invece di contrasti e contraddizioni che li rendono molto reali e vicini alla vita comune in qualsiasi situazione. 
In altre parole Francesca Rossini è stata in grado di renderli credibili nonostante, come suo romanzo d’esordio, abbia voluto cimentarsi in un genere, come le spy story, che sono altamente rischiose, proprio perché facilmente vittime di stereotipia e convenzionalità. 

“Clay assaporò quel bacio timido, distrattamente, pensando a Vinogradov. Poi però la vicinanza della donna, il suo profumo, la pelle liscia sotto le sue mani catturarono tutta la sua attenzione. La baciò con estrema lentezza, accarezzando le guance con i pollici. Sentì divampare la passione, forse per la prima volta nella sua carriera dimenticò dove fossero e si tuffò in un bacio passionale, lungo ed esigente. Le mani scesero ad accarezzare la schiena di lei, stringendola sempre più forte a sé.” 
L’attrazione tra loro paradossalmente rende più complicate le cose, mettendo seriamente tutti in pericolo. Da due si passa a tre protagonisti di questo amore fatto di gelosia, invidia, rabbia e senso di giustizia, capace di rendere elettrizzante ed incandescente l’atmosfera. Ma quando giunge il momento inevitabile della perdita, tutto sfocia in una terribile follia. Clay e Leila si perderanno e soltanto allora lui capirà di essere profondamente legato a lei, in un modo che non avrebbe mai immaginato. 
La caratterizzazione del personaggio di Clay è quella che mi è piaciuta di più. Un uomo forte, coraggioso, addestrato a superare le più atroci difficoltà eppure fragile in un modo che oserei dire devastante, tragico, senza alcun controllo, quando si tratta di perdere colei a cui è legato. Un uomo estremamente sensibile al fascino spontaneo e naturale ma anche incasinato di Leila, che gli mostra, senza volerlo, cosa significa perdere veramente la testa per qualcuno. Letteralmente. 
Il modo in cui l’autrice lo rende visibilmente provato, spezzato, lo ha reso irresistibile ai miei occhi. E non perché sia bello o sexy ma semplicemente perché è un sopravvissuto pieno di contraddizioni e complicanze, capace di perdere il controllo per amore e capace di tutto per salvarlo. 
Dunque molto spazio ai sentimenti e in un genere narrativo come questo è inusuale, ma il modo in cui lo ha fatto l’autrice, l’ho trovato perfetto. Ho apprezzato i momenti di profonda solitudine e di abbandono di Leila lontana dal suo “cavaliere” e l’intensità con cui lo pensa, ammettendo quello strano ed inconsueto bisogno di lui in perfetta sintonia con i crescenti ed inquieti pensieri di Clay che nello stesso istante non smette di sentire la sua mancanza e di soffocare il desiderio incontrollabile di salvarla, per riportarla da lui. 
Nella sua stravaganza ed inaccessibilità Clay resta il punto focale di questo romanzo che è molte cose insieme e lo è tutte nel modo giusto. Ruoli importanti giocano l’amore e i sentimenti ed è con essi, riuscendo a giostrarli bene con la trama frenetica, che l’autrice dimostra bravura e padronanza. Un romanzo che non lascia indifferenti e che come poche volte mi capita, alla fine della lettura, mi ha lasciata con un sottile senso di soddisfazione. Una sorta di sollievo, di leggerezza. 
Niente male, sì. Proprio niente male.